La rappresentazione del paesaggio, rivoluzione pittorica settecentesca, veniva affidata alle menti di diversi pittori che prima dell’avvento della macchina fotografica fissavano sulla tela, chi in maniera più realistica e chi in chiave più sentimentale, unicamente la bellezza degli scenari naturali. Il paesaggio diventava protagonista assoluto della scena, senza il bisogno di includere storie legate alla presenza umana. Il Vedutismo, come venne chiamata quella corrente pittorica che si sviluppò ampiamente anche in Italia, si faceva aiutare da strumenti ottici come la camera ottica che permettendo di proiettare su un piano orizzontale l’immagine della realtà catturata da una lente, consentiva al pittore di ottenere tracce da cui ricavare schizzi dotati di ineguagliabili prospettive.
Il giovane autore Carlo Milani ripercorre, in questa mostra, la stessa strada ma al contrario, questa volta dotato di strumenti tecnologici estremamente raffinati va alla ricerca di nuove visioni, visioni che però non intendono in alcun modo oltrepassare espressivamente la pittura ma evocarla in raffinate citazioni. Non a caso la scelta del titolo della mostra ospitata alla galleria Bolzani è ricaduta su Vedutismo 2.0 proprio per sottolineare un’ideale continuità di intenti e la comune volontà di sorprendere chi osserva, sia pure in modo delicato. Soggetto degli scatti è la cittadina inglese Flatford nella Valle del Dedham, non molto lontano da Cambridge dove è vissuto e ha lavorato John Constable, il più grande paesaggista inglese. Flatford Mill, il mulino ad acqua fotografato nell’immagine di copertina della mostra è stato uno dei soggetti prediletti di Constable, mulino che inoltre era di proprietà del padre dello stesso pittore. Proprio in questi ambienti nella sua infanzia il John sviluppò la sua vena artistica affermando: «Associo la mia infanzia spensierata a tutto ciò che si trova sulle rive dello Stour». La fotografia di Milani riconosce e trasmette la bellezza di quei luoghi ricchi di ispirazione e suggestione.
Milani, nato vicino alle rive del Ticino nel 1977, umanista, quando non ha la macchina fotografica al collo, è occupato nella sua agenzia di comunicazione milanese con la quale ha vinto quattro premi tecnici nazionali per il design. La sua missione è cercare di dare valenza artistica a qualsiasi modalità di comunicazione, in una varietà di generi e linguaggi che unisce suggestioni antiche a strumentalità contemporanee.
Fino al 15 giugno; galleria Bolzani, via Morone 2, Milano; info: www.galleriabolzani.it


