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Un museo della fotografia

L’area dell’ex Mattatoio potrebbe presto trasformarsi in un vero e proprio hub della cultura contemporanea. In quello scampolo di ettari, a Testaccio, dove già il museo Macro, l’Accademia di belle Arti di Roma e la città dell’altra Economia da anni hanno rinvigorito la vitalità intellettuale della capitale, presto potrebbe nascere anche il museo della Fotografia. Ad annunciarlo è stato proprio l’assessore capitolino all’Urbanistica, Giovanni Caudio, che ha parlato già della progettualità, dei costi, della programmazione e delle tempistiche. Insomma, l’impegno è stato preso, con grande soddisfazione del comparto culturale della città, che da tempo aspettava di avere una struttura museale, nella quale dare storicità e autorevolezza all’immenso patrimonio fotografico che i contemporanei romani e, in generale, italiani, hanno generato fino a oggi.

IL PROGETTO
Stando a quanto riportato da Caudo, il museo dovrebbe sorgere proprio negli spazi dell’ex Mattatoio di Testaccio, nell’ambito di un programma volto alla totale bonifica e riqualificazione della zona, dove al momento le poche strutture esistenti albergano affiancate da grandi distese di terreno incolto e abbandonato. Questo piano di riqualificazione prevede l’apertura di tre cantieri, per un costo totale di 12 milioni di euro, uno dei quali, già aperto, è legato alla pedonalizzazione della zona e ai relativi parcheggi. Il secondo partirà invece a settembre e sarà destinato alla creazione delle strutture di accoglienza del pubblico: ristoranti e servizi.
Il terzo, infine, è quello per il museo della Fotografia che avrà un volto squisitamente contemporaneo. La collezione ancora non c’è, ma non appena il progetto lo permetterà, come si conviene in tali casi, sarà intrapresa un’operazione di acquisizione del materiale espositivo, attraverso donazioni e commissioni pubbliche. Non è da escludere che si ricorra anche alle più innovative e avveniristiche modalità di mecenatismo partecipato, come il crowdfunfing. Del resto, scorrendo le intenzioni dell’amministrazione comunale, si intuisce come la struttura punti a diventare un centro culturale all’avanguardia, munito di tutte le potenzialità multimediali necessarie a una totale fruibilità da parte dei visitatori.

I COSTI
Sono stati fatti riferimenti anche alla portata economica del progetto. L’opera ha preso vita, formalmente, circa tre anni fa, quando un decreto del ministero delle Infrastrutture l’ha inserita nel programma di interventi previsto dalla legge per Roma Capitale del 1990. Il costo complessivo sarà di 3,5 milioni e la sua realizzazione sarà affidata a un gruppo di imprese costituito dalla Iab Spa e Sarfo Appalti e Costruzioni Srl, a un costo complessivo di circa 1.820.000 euro, con un forte ribasso, sembrerebbe, rispetto al bando di gara. Per vedere la struttura ultimata, stando alle stime iniziali, bisognerà aspettare sette mesi dal giorno di apertura del cantiere. Il museo, vista la pertinenza artistica e fisica con il Macro, potrebbe rientrare sotto la gestione del museo di arte contemporanea, ma per la delineazione degli organismi direttivi è ancora troppo presto.

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