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La collezione Farnesina

Era il 2001. L’allora segretario generale del ministero degli Esteri, Umberto Vattani, dava il via a quell’operazione di acquisizione di opere d’arte che, nel giro di qualche anno, sarebbero diventate la Collezione d’arte contemporanea della Farnesina, una delle più prestigiose d’Italia. Ieri sera, in occasione della giornata della Trasparenza, è stato inaugurato il nuovo allestimento, sempre work in progress. Proprio così, perché il Comitato scientifico della Farnesina, composto da alcuni dei massimi esperti di arte contemporanea, tra cui Anna Mattirolo, direttore del Maxxi Arte, Gabriella Belli, direttore dei Musei civici di Venezia e Gianfranco Maraniello, direttore del Mambo, è sempre in attività, alla continua ricerca di capolavori da aggiungere al ”tesoro”.
Tra i corridoi del ministero ieri scorreva un fiume di gente. Tutti con gli occhi increduli di fronte a tale bellezza. Del resto, l’obiettivo di questo slancio nei confronti dell’arte sta proprio in questo effetto: «Vogliamo stupire i nostri ospiti internazionali con un primo contatto con la reale bellezza che il nostro paese sa esprimere» ha detto la padrona di casa, il ministro degli Esteri Federica Mogherini.

LA COLLEZIONE
I capolavori in dotazione alla Farnesina sono quasi 400, tutti a firma di alcuni dei più grandi artisti del Novecento. Le formule che rendono possibile il ”transito” di queste opere belle, ma costose, sono essenzialmente due: il comodato d’uso gratuito e le donazioni da parte di artisti, fondazioni, collezionisti, mecenati o, in rari casi, di gallerie d’arte. La Farnesina, quindi, non è proprietaria della propria collezione, ma ciò non le impedisce di esporla in giro per il mondo, in mostre che ovunque sono molto apprezzate e visitate, o di favorire l’acquisto di qualche ”pezzo” da parte di qualche visitatore interessato. In questo modo la collezione si è fregiata di alcune delle più significative realizzazioni di molti testimoni delle varie correnti dell’arte contemporanea italiana: Mimmo Paladino, Carla Accardi, Mario Merz, Maiorano Serafino, Agostino Bonalumi, Jannis Kounellis, Mario Sironi, Ottone Rosai, Arturo Martini, Mario Sironi, Gio’ Pomodoro e Lucio Fontana e molti altri. Ma anche più recenti come Luigi Ontani e Gianni Asdrubali o Oliviero Rainaldi e Alberto Di Fabio. A loro presto si aggiungeranno tra gli altri, anche i lavori di Agostino Iacurci, un’opera site specific, e di Elena Bellantoni, una visual artist che porterà in dotazione della collezione, per la prima volta nella storia, un video artistico.

I COMMENTI
Nella sala Mappamondi della Farnesina c’era molta gente ieri sera, tutti per applaudire ancora una volta a questo gioiellino che il ministero custodisce così accuratamente. Per l’occasione è intervenuto anche il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini: «Dobbiamo anche investire sul futuro, sull’arte contemporanea, sui talenti italiani, non limitandoci quindi alla tutela del passato. Nella riforma del Mibact – ha aggiunto – l’arte contemporanea avrà un ruolo centrale ed è evidente che se vogliamo investire sulla bellezza e sulla creatività italiane dobbiamo utilizzare al meglio tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per promuovere il nostro patrimonio nel mondo».
«Con questa collezione – gli ha fatto eco Mogherini – faremo vedere ai nostri ospiti la parte più bella dell’Italia: l’arte. Spesso ci concentriamo sull’economia del paese ma dimentichiamo che la nostra più grande risorsa è la cultura e le delegazioni diplomatiche che entreranno d’ora in poi al ministero potranno constatarlo grazie a questa collezione».

Info: www.collezionefarnesina.com

 

 

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