Personaggi

Urban legends, Eron

A partire dal 7 giugno gli spazi del Macro Testaccio di Roma ospitano Urban legends, una mostra promossa dalla galleria 999 Contemporary e organizzata dalla gallerista Francesca Mezzano, che raccoglie i lavori di dodici dei migliori street artist attivi sulla scena internazionale. L’evento, curato da Stefano Antonelli, segna un passo in avanti nel percorso di riconoscimento istituzionale di una pratica artistica che sta vivendo una stagione segnata da importanti successi espositivi.

Uno dei protagonisti della mostra è Eron, all’anagrafe Davide Salvadei, riminese, classe 1973 che per Urban legends, oltre a presentare il suo lavoro personale, si avvarrà infine di una collaborazione con Lucamaleonte e Andreco. Nominato nel 1994 miglior street artist italiano da Aelle Magazine, inizia appena quindicenne la sua attività dedicandosi alla street-writing e alla spray painting, alla ricerca di uno stile che si fa via via sempre più riconoscibile e che unisce disegno e realtà scompaginandone i confini.

Comincia a sperimentare anche su tela e da New York a Berlino, dal Palazzo delle Esposizioni di Roma alla Biennale di Venezia, dalla Nigeria all’Egitto, Eron viene invitato a esporre in diverse mostre, personali e collettive, con Obey, Ericailcane, Blu, Ozmo, Dem, Andreco, Olek, Phase 2, Flavio Favelli, Gabriele Basilico e Enzo Cucchi. Nel 2011 si distingue poi per essere il primo street artist nella storia a valicare le frontiere di un luogo sacro. Con l’opera Forever and ever… Nei secoli dei secoli completa infatti i lavori di ristrutturazione della chiesa di San Martino in Riparotta a Rimini con un affresco di quasi 50 metri quadrati che consacra la street art a livello mondiale.

La sua incredibile capacità di riprodurre dettagli, valorizzata da una perfetta padronanza della luce e della prospettiva, a gennaio di quest’anno lo ha reso inoltre protagonista di un episodio lanciato dall’Ansa e ripreso dai maggiori organi di informazione, divenuto subito virale anche in rete. ll 13 gennaio, giorno successivo alla chiusura della mostra Critica in Arte al Mar di Ravenna, un operaio incaricato di ridipingere le pareti espositive si accorge di un buco nel muro e lo stucca. Ma il buco non era reale: era un’opera di Eron. La vicenda, che ha immediatamente anche riaperto la discussione sulla definizione stessa di opera d’arte, si è conclusa con il commento dell’artista che ha dichiarato: «Ci sarei rimasto peggio se l’operaio si fosse accorto che era un buco finto. Stuccandolo, invece, in un certo senso mi ha aiutato a completare l’opera».

Dal 7 giugno al 10 agosto; Macro Testaccio, piazza Giustiniani 4, Roma; info: www.urbanlegendstheshow.com

Commenti