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Pharrell Williams curatore

La labilità dei confini tra le discipline e la versatilità dei mestieri hanno provocato non pochi problemi al momento di definire precise competenze professionali: artisti che si trasformano in pop star, critici e artisti che diventano curatori, curatori che si cimentano nelle pratiche artistiche e adesso anche cantanti che fanno i ”commissaires d’exposition”. È un rompicapo senza via d’uscita. Chi di noi mortali non vorrebbe partecipare, anche per una sola sera, alle feste organizzate sull’Olimpo che comunemente chiamiamo sistema dell’arte. Tra un vernissage e un altro, sorseggiando un Kir Royal e ascoltando musica dal vivo, si creano situazioni che vanno ben oltre quelle goderecce e si tessono rapporti che sono l’occasione per avviare nuove collaborazioni, iniziative, eventi, esposizioni.

Il cantante Pharrell Williams e il gallerista francese Emmanuel Perrotin sono ormai amici di vecchia data, un’amicizia che si è consacrata grazie a una sedia. Nel 2008 Pharrell, all’epoca collezionista amatoriale d’arte aveva ricevuto una visita del gallerista che gli aveva proposto di inventare per lui una sedia di design. Dall’intreccio di gambe maschili e femminili era nata Perspective, una poltroncina disponibile in quattro colori differenti che suggeriva un atto sessuale, esposta a Parigi negli spazi della galerie Perrotin. In seguito, Pharrell non ha abbandonato la sua carriera artistica, anzi, ha continuato ad avvicinarvisi, collaborando con Takashi Murakami alla produzione di una scultura, che i due avevo chiamato The Simple Things, per Art Basel nel 2009.

Dal 27 maggio al 25 giugno, l’autore, compositore, interprete, rapper e produttore fa il suo esordio anche come curatore. Esordio non è il termine corretto, in quanto lo scorso 7 febbraio Pharrell ha già co-curato la mostra This Is Not A Toy al Design exchange museum di Toronto, in Canada. La differenza sta nel fatto che questa volta viene messo in scena un progetto interamente firmato Pharrell Williams, che è stato inaugurato il 26 sera nella galleria parigina di rue de Turenne. Ci ha pensato la galerie Perrotin alla campagna di comunicazione dell’evento in modo impeccabile e, con largo tempo d’anticipo rispetto all’apertura della mostra, chiunque avesse composto il numero della galleria aveva l’occasione già qualche mese prima di ascoltare come suoneria d’attesa le inconfondibili note di Happy. L’evento, ci tiene a precisare il cantante, rappresenta concettualmente il completamento del suo nuovo album Girl, che, non a caso, è anche il titolo dell’esposizione. Dedicata all’immagine della donna nell’arte contemporanea, la mostra espone quarantanove opere, dodici delle quali create per l’esposizione; 37 artisti, di cui diciotto sono donne, tra cui Cindy Sherman, le Guerrilla Girls, Sophie Calle, Paola Pivi, Marina Abramovic e Yoko Ono. In caso non fosse già abbastanza chiaro a tutti chi sia il protagonista dell’esposizione, Murakami ha pensato di realizzare per il suo amico un collage che ha come soggetti Pharrell e consorte circondati da fiori colorati. Perfettamente a suo agio nel nuovo ruolo di curatore, Pharrell si è presentato all’inaugurazione indossando una maglietta con su stampato uno smile giallo. Di sicuro lui era happy, i visitatori, chi può dirlo.

Fino al 25 giugno, Galerie Perrotin, 60 rue de Turenne, Parigi; info: www.perrotin.com

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