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Lucio Fontana a Parigi

Il Mam, musée d’Art moderne de la ville de Paris, presenta a partire dal 25 aprile, una retrospettiva dedicata a uno dei più importanti artisti della seconda metà del Novecento: Lucio Fontana.

Moderno «fino al midollo», come lo ha definito la critica, l’artista argentino è di nuovo in mostra nella capitale francese dopo venticinque anni dall’ultima esposizione al centre Pompidou. Il percorso espositivo rappresenta un viaggio nella carriera artistica di Fontana: dalle prime sculture risalenti agli anni Venti, fino ai più concettuali Tagli e Buchi, ma non solo. Disegni, tele figurative, ceramiche policrome e le prime opere che aprono allo Spazialismo, sono tutte quante esposte. Realizzata con la collaborazione della fondazione Lucio Fontana, la mostra vanta capolavori provenienti dalle collezioni del centre Pompidou ma anche da privati come, ad esempio, Massimiliano e Doriana Fuksas, che hanno offerto il loro Modello del soffitto di neon che apre l’esposizione vera e propria. Quattordici sezioni distinte che non possono non comprendere: Tagli, Nature, Fine di Dio, Venezie, Metalli e Teatrini, per dirne solo alcune, che lasciano trasparire un inesausto percorso creativo, sempre in movimento e mai definito una volta per tutte.

Pioniere dell’astrazione italiana degli anni Trenta, Fontana anticipa per primo l’arte informale con le sue sculture prima di fondare il movimento Spaziale nel 1947. Un’arte tridimensionale sempre in bilico tra astratto e figurativo, metafisico e matericità, utopia e kitsch, tecnologia e materie informi. E se qualcuno davanti a un buco su una tela azzarda uno spavaldo: «Lo potevo fare anch’io», è d’obbligo rispondere che il gesto di Fontana, fisico e veloce ma straordinariamente meditato, racchiude una quantità infinita di significati interni. Un gesto di ribellione che apre un altro mondo di pensiero dal retro della tela: «Il buco è l’inizio di una scultura nello spazio. I miei non sono quadri, sono concetti d’arte».

In occasione della mostra del Mam, la galleria parigina Tornabuoni ne approfitta per presentare una tela originale ritrovata dopo trent’anni e creduta persa. S’intitola Le jour ed è datata al 1962. Frutto di una perforazione dell’artista, di una tela del suo amico Jef Verheyen, nella casa del collezionista d’arte Louis Bogaerts a Knokke, in Belgio, sarà esposta negli spazi della galleria fino al 21 giugno e accompagnata da un video-documentario dell’artista a lavoro: «È l’infinito. E allora buco questa tela, che era alla base di tutte le arti, ed ecco che ho creato una dimensione infinita, un buco che per me è la base di tutta l’arte contemporanea, per chi la vuol capire. Sennò continua a dire che l’è un büs, e ciao».

Fino al 24 agosto, musée d’Art moderne de la ville de Paris, Parigi, Info: www.mam.paris.fr/

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