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Spalletti al Madre

Parte la terza e ultima tappa della mostra dedicata a Ettore Spalletti, promossa da tre istituzioni italiane: il Maxxi, la Gam e il Madre. Non una sola retrospettiva, bensì tre mostre diverse fra loro ma con un unico obiettivo: ripercorrere la carriera dell’artista dagli esordi negli anni ’60, fino alla produzione più recente e dare una visione ampia e completa della sua figura artistica.

Questa volta, dal 13 aprile al 18 agosto 2014 (in contemporanea alla mostra al Maxxi di Roma dal 13 marzo al 14 settembre 2014 e all’esposizione alla Gam di Torino dal 27 marzo al 15 giugno 2014) Un giorno così bianco, così bianco, va a illuminare le sale del museo Madre di Napoli, che ospita oltre 40 opere dell’artista, in un percorso che prescinde dall’adozione di un criterio cronologico ma che si propone di creare una relazione complessa tra opere di periodi differenti. I curatori delle mostre dei tre musei, Danilo Eccher, Anna Mattirolo, Andrea Viliani e Alessandro Rabottini, fedeli al progetto che era stato annunciato nella conferenza stampa di apertura al Maxxi da Giovanna Melandri («Volevamo dare, in questo momento difficile per la cultura, che si può fare squadra. Bisogna dare sempre più spazio a questo tipo di sforzi»), hanno portato a termine quest’ambizioso progetto. Un percorso che ha attraversato l’Italia, di cui Napoli costituisce il punto d’arrivo, il traguardo finale. E l’hanno avviato scegliendo un artista italiano che negli anni è riuscito a tradurre il suo lavoro in poesia, fondendo il gesto pittorico e quello scultoreo in una superficie unica che pervade lo spazio, ma con discrezione. Mescolando il bianco con gli altri colori, Ettore Spalletti lavora da quarant’anni alle sue opere, ottenendo, attraverso un’elaborata procedura di stratificazioni, essiccazioni e abrasioni, tele di grande dimensione, fatte di campiture di colori pastello, dal grigio al rosa, all’azzurro, ma senza per questo essere monocrome, perché lasciano trasparire sul fondo l’elementarità del bianco. Da qui il titolo dell’esposizione, Un giorno così bianco, così bianco, perché, come ha scritto lo stesso Spalletti una volta: «Il colore non è reale, viene restituito attraverso la quantità di bianco che ho messo nell’impasto».

Il percorso espositivo napoletano alterna opere inedite ad altre che costituiscono momenti fondativi della carriera dell’artista. Come spiega Andrea Viliani, si tratta di “Mostre simili ma del tutto differenti, infuse da una memoria comune che proviene dalla materia, dalla forma, dal colore, dall’articolazione fra pittura, scultura e ambiente in quanto elementi in grado di interpretare la realtà porosa, densa, sfumata e obliqua del tempo e dello spazio. In particolare la mostra a Napoli lavora contro e al di là dell’idea di tempo – soprattutto di tempo contemporaneo – dal momento che non adotta un criterio cronologico”. Alcune opere in mostra a Napoli non sono mai uscite dallo studio dell’artista, come la grande installazione-scultura Foglie, che presenta una gamma cromatica inusuale nella successiva produzione di Spalletti. Una sala è invece dedicata alle maquette architettoniche di progetti e all’esposizione di libri realizzati in esemplari unici. Accanto a queste opere inedite la mostra presenta un’ampia selezione di opere che hanno consacrato l’attività artistica di Ettore Spalletti, come Presenza stanza, Colonna di colore, Contatto. In mostra anche opere che testimoniano come l’elemento del paesaggio sia centrale nella produzione di Spalletti, reso attraverso sottili vibrazioni di colore che materializzano sagome e forme degli elementi naturali.
A coronare la monumentale impresa, un voluminoso catalogo Electa, che raccoglie interventi, interviste e parole dell’artista e la cui grafica gioca sui tenui colori cari all’artista. Come la copertina, così azzurra, così azzurra.

Maxxi, dal 13 marzo fino al 14 settembre; info: www.fondazionemaxxi.it
Gam, dal 27 marzo al 15 giugno; info: www.gamtorino.it
Madre, dal 1 aprile al 18 agosto; info: www.madrenapoli.it

 

 

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