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Vogue alla Hermann Geiger

Moda, stile, eleganza: ed è subito Vogue. Tre semplici parole identificano la rivista femminile più famosa al mondo, oggetto della mostra Vogue, donna e stile nell’arte dell’illustrazione alla fondazione culturale Hermann Geiger di Cecina a cura del direttore artistico Alessandro Schiavetti, fino al 18 maggio. Dal 1892, data di uscita del primo numero, Vogue ha raccontato i protagonisti e canonizzato le icone femminili dello stile come Madeline Vionnet e Coco Chanel. Si è affidata ai nomi più importanti dell’epoca tra artisti, disegnatori e poi fotografi, per parlare del meglio della moda occidentale, racchiudendo così nelle sue pagine la storia della fotografia e della grafica di tutto il ’900.

Vogue US celebra i suoi 122 anni facendo onore al suo più grande editore Condé Montrose Nast che aveva capito l’importanza della qualità delle cover quale tratto caratterizzante. È la copertina che contraddistingue una pubblicazione periodica decretandone il consenso o l’insuccesso. La creatività e la fantasia messe in gioco sono illimitate, lo dimostrano le oltre settanta copertine che Vogue seleziona per la mostra di Cecina. Particolare cura espositiva si aggiudica la produzione grafica dei primi 40 anni, che annovera capolavori di artisti come Georges Lepape, Helen Dryden, George Wolfe Plank, Eduardo Garcia Benito. Negli anni ’20 e ’30 si registra un forte scambio fra arte e moda, è il periodo del futurismo e delle sperimentazioni sartoriali «anni nei quali un’artista di caratura internazionale come Milena Pavlovic Barilli disegnava bozzetti e copertine per Vogue, come, tra gli altri, Salvador Dalì» ricorda Maria Giuseppina Muzzarelli, docente di Storia del costume e della moda all’ Università di Bologna, sede di Rimini. Tuttavia è negli anni ’40, quando Vogue è sinonimo di creazione della moda alta, che la rivista lancia una nuova tendenza segnando quel passaggio dalla copertina con illustrazione a quella con fotografia. Presenti in mostra anche le più famose cover dei maestri della fotografia del ’900, da Erwin Blumenfeld a Edward Steichen. A completare il percorso espositivo videoproiezioni e gigantografie di alcuni indimenticabili scatti che hanno segnato la storia della rivista e della fotografia tout-court.

Fino al 18 maggio, fondazione culturale Hermann Geiger, piazza Guerrazzi 32, Cecina (Li); info: www.fondazionegeiger.org

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