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Sempre meno lettori

In Italia si legge sempre meno: il rapporto dell’ agenzia di rilevamento Nielsen su acquisto e lettura dei libri, su un campione di 9 mila famiglie, conferma un trend negativo: dal 2011 al 2013 la percentuale dei lettori è scesa dal 49% al 43% della popolazione. A commissionare lo studio è stato il Centro per il libro e la lettura. Una diminuzione del 6% di bibliofili impone qualche riflessione per capire cosa sia successo alle persone che prima leggevano e ora hanno smesso di dedicare tempo a una delle attività che rende più liberi e capaci di interpretare il mondo e la propria esistenza. Il concomitante aumento dei testi in prestito non lascia spazio a dubbi: il calo di vendite in libreria sembra dovuto alla scarsa disponibilità economica dei lettori. «Oltre a offrire la fotografia più fedele del 2013 la ricerca consente di vedere le immagini in movimento del triennio 2011-2013 – dichiara Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il libro e la lettura, nel corso della presentazione dei risultati della ricerca, presso la biblioteca Angelica di Roma – e di cogliere così non solo le dimensioni, ma anche la dinamica della presente crisi del libro». Il Centro per il libro e la lettura è un istituto autonomo del Ministero dei beni e delle attività culturali nato con l’obiettivo di promuovere la cultura del libro, organizzare studi, ricerche ed esposizioni sul tema, anche attraverso la partecipazione a saloni e fiere. Il centro pubblica periodici e monografie e ha creato la Comunità del libro, un portale per chi legge, per chi (ancora) non legge e per chi lavora nel mondo del libro. L’istituto si occupa anche di mettere in comunicazione gli operatori del settore e di dare maggiore visibilità a piccole case editrici e librerie che ogni anno danno vita a nuove idee e iniziative ritenute di valore per la promozione della lettura.

Dai risultati emerge che a leggere di più sono le donne, infatti il 41% delle italiane ha acquistato un libro nell’ultimo anno, contro il 33% degli uomini. Il lettore più costante è giovane, in una fascia d’età tra 25 e i 34 anni. Chi ama di più la lettura ha una laurea o un diploma, e vive al Centro Nord. Purtroppo la fascia di reddito segna inequivocabilmente un confine tra chi legge e chi non compra libri: più si è benestanti e più si è propensi a investire in libreria. Oltre il 50% dei volumi acquistati hanno una costo medio-alto, il 28% dei lettori ha optato per titoli al di sotto dei 5 euro, il 31% ha pagato mediamente tra i 6 e i 10 euro. L’indagine conferma che la sete di conoscenza è insaziabile e che, quando si scopre il piacere di leggere, questa pratica diventa un’avventura senza fine. Emerge infatti che i lettori appassionati, i cosiddetti lettori forti, un’esigua nicchia del 4% della popolazione, sono gli incontrastati leader del mercato, e si sono accaparrati il 36% del totale di 112 milioni di copie vendute in tutto il 2013. «È lampante il calo di vendite in libreria e va di pari passo con la crisi economica generale – dice Luciana, storica libraia romana di Feltrinelli – sicuramente i clienti affezionati continuano a venirci a trovare con regolarità. Se prima, però, compravano cinque libri, oggi ne vorrebbero altrettanti ma alla fine ne prendono uno soltanto. I libri che vanno per la maggiore sono sempre quelli molto pubblicizzati e magari vincitori di premi letterari, i clienti occasionali stanno diminuendo e spesso entrano in negozio solo per curiosare”. Il genere più gettonato si conferma la narrativa, seguita dalle biografie o autobiografie e dai testi storici. Il dato che invece si attesta in crescita è quello dei lettori ultrasessantenni, che sono passati dal 33% nel 2011 al 39% del 2013 e si nota anche un leggero incremento di lettori nel Nord-est dell’Italia. Al calo del libro di carta corrisponde tuttavia una crescita di lettori di e-book del 17%. Info: www.cepell.it/index.xhtm

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