Kapoor e il blocco napoletano

Nel 2003 il comune di Napoli decise di ingaggiare uno dei più grandi artisti al mondo, Anish Kapoor, per realizzare la stazione della metropolitana di Monte Sant’Angelo. Due milioni di euro furono investiti nel progetto e, nonostante le prime reticenze di Kapoor, la realizzazione della monumentale opera ebbe inizio. Nel 2011, dopo innumerevoli rallentamenti, il cantiere della stazione venne definitivamente chiuso, gli operai licenziati e le sculture realizzate dall’artista per il progetto “imprigionate” nell’azienda olandese coinvolta nella costruzione dove ancora risiedono in attesa di riscatto. Kapoor qualche settimana fa in una lettera aperta ha sottolineato tutto il suo rammarico verso un’ingerenza politica che non ha permesso il proseguo e la realizzazione del cantiere di Monte Sant’Angelo, evidenziando lo spreco di denaro pubblico che ha coinvolto la cittadinanza partenopea. L’artista ha ribadito il suo amore per Napoli, culla di un patrimonio artistico inestimabile e metropoli d’avanguardia in grado di confrontarsi con il discorso contemporaneo, grazie anche a una delle metropolitane considerate tra le più belle al mondo, dove l’arte è perfettamente incastonata nel tessuto cittadino. Abbiamo raggiunto l’artista per comprendere e approfondire il suo punto di vista su questa incresciosa vicenda, cercando di analizzare le dinamiche che regolano gli ingranaggi del sistema culturale internazionale.

La cancellazione del progetto della metropolitana di Napoli è purtroppo l’ennesima riprova che l’Italia non è in grado di perseguire una politica idonea indirizzata alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico nazionale. Qual è il suo più grande rammarico in questa vicenda?

«Il patrimonio culturale antico e contemporaneo sono entrambi inestimabili valori. Non possiamo capire o riconoscere la cultura antica se non attraverso la visione delle opere contemporanee».

Le sculture progettate per la stazione di Monte Sant’Angelo si trovano in Olanda. Purtroppo sono “imprigionate” visto che, come ha scritto, non ha trovato ancora il modo di riscattarle. Cosa accadrà ai suoi lavori ? C’è la possibilità di utilizzare le sculture per un altro progetto?

«Le sculture sono compiute e sono rimaste custodite in Olanda da oltre 3 anni. Se la città non riuscirà a riscattare il suo debito ai fabbricanti farò pagare l’importo residuo e le installerò da qualche altra parte».

Secondo la sua esperienza, le interferenze politiche in materia culturale rappresentano un problema specifico che riguarda l’Italia o interessa anche altre realtà internazionali?

«L’ingerenza politica nella cultura accade ovunque. È quello che abbiamo imparato a riconoscere come modello sovietico di controllo. Peccato che in un paese democratico come l’Italia l’ala politica di destra veda la cultura come un bersaglio. Questo progetto è stato un enorme spreco di denaro dei contribuenti. La quantità di denaro lasciato per pagare le sculture è esiguo. Questa mossa da parte del governo della regione Campania è politicamente motivata nel tentativo di screditare un progetto che ebbe un grande successo sotto Bassolino, il precedente presidente della regione».

La metropolitana di Napoli è uno degli esempi più riusciti di come l’arte è perfettamente integrata nel tessuto della città. Secondo la sua opinione, cosa manca all’Italia per diventare uno dei più importanti centri internazionali per l’arte contemporanea?

«Ritengo straordinario che l’arte contemporanea sia stata integrata con successo nel sistema della metropolitana di Napoli. La gente di Napoli, ovviamente, rispetta e ama questo patrimonio perché in dieci anni non si è verificato quasi nessun episodio di danneggiamento delle opere realizzate per le stazioni della città».

Nonostante questa incresciosa vicenda è ancora disposto a progettare opere in Italia?

«Naturalmente».