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Acconci sfida Pistoletto

Una ”lotta tra titani” dallo squisito sapore artistico. Si parla del progetto che da oggi fino al cinque aprile il museo Pecci Milano, lo spazio espositivo distaccato del Centro Pecci, mette a confronto le opere di due tra i maggiori protagonisti dell’arte degli ultimi decenni: Vito Acconci e Michelangelo Pistoletto. Due lavori della collezione del museo sono esposte per un mese in un intenso faccia a faccia, un parallelo fra due ricerche artistiche che coinvolgono lo spettatore in un processo di autoriflessione, mettendolo direttamente e ponendosi esse stesse, reciprocamente, allo specchio. Nello specchio di Pistoletto la figura riprodotta si combina e confonde con quelle delle persone riflesse dal vivo, in una dialettica fisica e psicologica tra vedere e vedersi nell’opera; nel letto di Acconci l’incrocio dei riflessi e dei riflettori attira il visitatore in un gioco virtuale a immaginaree sperimentare la praticabilità dell’opera. Entrambi presuppongono l’interazione e integrazione, fisica o mentale, da parte del pubblico e il passaggio dalla quiete apparente dell’opera al tempo reale dei visitatori.

Il lavoro di Vito Acconci, Multi-Bed #1, opera prima del 1992, fa parte di una serie di cinque progetti di design di matrice concettuale che collega le precedenti azioni investigative compiute da Acconci su se stesso e le analisi sulle relazioni fisiche, linguistiche e psicologiche con l’altro alla produzione di oggetti domestici praticabiliin stile minimalista, dove si incontrano corpo fisico e corpo architettonico, spazio privato e spazio pubblico. L’opera, acquisita dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato in occasione della mostra personale del body artist, performer e architetto americano del 1992, si presenta come un letto metallico per due persone in forma di croce greca, modificato nella sua funzione originaria di spazio di riposo e di piacere, che induce a riflettere su diverse possibilità di interazione fisica e interpersonale, a immaginare comportamenti oscillanti fra l’agonismo e il rituale o situazioni plastiche ambigue e intriganti che possono caricarsi di tensione e di violenza: un riflesso dell’esperienza personale di ciascuno spettatore.

A introdurre e sottolineare il parallelo con l’opera di Pistoletto è inserito in mostra il film Super8 di Acconci See Through, del 1970. Lo specchio in cui Acconci si riprende diventa il materiale che sostanzia l’individuo, facendo riferimento al mito di Narciso, e rimanda al conflitto psicologico con la propria immagine presa letteralmente a pugni fino alla sua distruzione, mentre la ripresa filmata dell’azione si trasforma inspecchio dell’artista, luogo dove la sua immagine è riflessa.

L’opera di Pistoletto, invece, è Uomo nudo di schiena, datato1962/1987, e fa parte della serie che ha scandito l’intero suo percorso artistico, premiato con il Leone d’oro alla Biennale di Venezia nel 2003, con il premio Imperiale a Tokyo e una mostra al Musée du Louvre di Parigi nel 2013. La figura nuda a grandezza naturale, che con una nota di sottesa malizia sembra fare leva sul voyerismo dei visitatori, si attiva nel momento dell’incontro tra l’immagine riprodotta nel quadro e quelle momentaneamente riflesse dal fondo specchiante, per il tempo in cui l’opera e lo spettatore si riguardano innescando un cortocircuito fra arte e vita. L’opera è collocata all’altezza del pavimento, come una soglia che dilata lo spazio reale e lo mette in comunicazione con quello della rappresentazione, che si crea e ricrea a seconda del movimento e degli interventi riflessisulla superficie spostando i confini tradizionali della pittura verso quelli dell’animazione teatrale,che rivoluziona il concetto di quadro proiettando i visitatori al suo internoinposizione virtualmente frontale a un Uomo nudo,modello iconicouniversale, invitati a guardare se stessi e rifletteresulla propria essenza umana.

Dal 04 Marzo al 05 Aprile
al museo Pecci Milano
Ingresso gratuito
Info: http://www.centropecci.it

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