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L’equilibrio instabile

La galleria contemporanea Montoro 12 ha inaugurato ieri una bi-personale esponendo lavori di Gregorio Botta e Emmanuele De Ruvo accumuntai dal tema dell’oro. Tema che in realtà diventerà nelle esposizioni successive un fil rouge che collega tutte le varie mostre riunite sotto il nome di Mont’oro. «L’idea della mostra – scrive il curatore Guglielmo Gigliotti – è figlia di un piccolo segno, un apostrofo malandrino che ha diviso in due il nome Montoro, suscitando visioni: la montagna, l’oro, l’arte come enigmatico palazzo». A questa doppia personale seguono le mostre di Simone Cametti e Marina Paris e di Bruna Esposito con Pietro Fortuna.

L’oro per i due artisti in mostra è l’inafferrabile, ciò che non si può prendere perché non è ben definito, instabile e dunque mutevole in continua ricerca di un equilibrio che forse mai troverà. Poetica questa particolarmente affine ai lavori di De Ruvo, artista menzionato al Talent Prize 2013. I lavori del napoletano sono due anime che si intrecciano e convivono in modo dialettico: una prima strettamente artistica, ispirata dal lavoro della madre pittrice, e una seconda scientifica, diretta influenza dell’attività ingegneristico-elettronica del padre. Testimone di questa sua attitudine sperimentale è la serie intitolata Trazioni attraverso la quale l’artista riflette intorno al tema dell’equilibrio e della tensione tra le diverse forze fisiche.

L’opera menzionata al Talent Prize ed esposta in mostra, fa parte di questa serie, è una struttura complessa che, attraverso un sistema di morse, mantiene in trazione un foglio di carta il quale a sua volta sostiene il peso di una vecchia macchina da scrivere. 1638-1983, progettata secondo un sistema di rettangoli aurei, in proporzione 2:1, gioca sul dualismo e sulla specularità tra le due date: il 1638, anno della pubblicazione di Due nuove scienze, testo nel quale Galilei affronta, per la prima volta, il problema della trazione attraverso il metodo scientifico, e il 1983, data in cui le macchine da scrivere di tipo meccanico vengono sostituite dalle più moderne macchine elettroniche. Oltre a stabilire una connessione concettuale tra le due date, l’artista, collocando al centro della struttura la citazione galileiana, crea un legame tra le tensioni viventi nell’opera, costituendo così un discorso su come i grandi cambiamenti in termini di conoscenza avvengano con una spiazzante velocità, pur mantenendo un parentela diretta con la tradizione scientifica inaugurata da Galilei.

Fino al 27 marzo; galleria Montoro12, via Montorno 12, Roma; info: www.montoro12.it

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