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Romaeuropa, si riparte

La fondazione Romaeuropa potrebbe entrare a far parte delle istituzioni culturali di Roma Capitale. La proposta di delibera parte direttamente dalla commissione Cultura del comune, presieduta da Michela Di Biase, che ieri ha incontrato i vertici della fondazione, il presidente Monique Veaute (in foto) e il direttore Fabrizio Grifasi, per presentare la sua proposta, con l’obiettivo di dare a questa istituzione di assoluto pregio una maggiore certezza sia dal punto di vista della programmazione che da quello economico. Proprio così, perché se la fondazione entrerà a far parte delle istituzioni culturali di Roma Capitale potrà godere anche del pagamento in 12esimi che permette di investire un dodicesimo del finanziamento comunale per le attività dell’anno successivo. «È interesse di questa commissione – ha spiegato Di Biase – definire meglio il rapporto tra il comune di Roma e la fondazione. Il comune ha sempre avuto una grande attenzione al contemporaneo e anche nelle ristrettezze del bilancio lo scorso anno l’amministrazione e l’assessorato alla Cultura si sono impegnati a garantire i fondi necessari per la programmazione della fondazione. È evidente che il comune, che è socio di Romaeuropa dal 2002, ha interesse a rendere la fondazione un’istituzione che possa garantire una prosecuzione di rapporto e una certezza di programmazione delle iniziative culturali di grandissimo pregio che vengono portate avanti dalla fondazione».

«Saremmo felici, dopo 29 anni di attività, che il comune di Roma riconosca e stabilizzi finalmente la nostra attività annuale inserendoci nel regolamento comunale delle istituzioni culturali» ha commentato Fabrizio Grifasi, direttore della fondazione. «Avremmo una certezza: dopo 29 anni, ogni gennaio noi dobbiamo ricominciare da capo» ha ricordato. Per la fondazione la ripresa del dialogo con le istituzioni locali e con i partner stranieri è una notizia positiva per tutta la città: «L’audizione in commissione Cultura è stata importantissima, per noi è vitale la discussione e la condivisione». Il riavvicinamento tra la fondazione e le autorità capitoline è un segnale di apertura che potrebbe diventare foriero di una nuova efficace collaborazione, così come è stato negli anni passati. Ma le questioni da risolvere non sono finite. Il presidente Monique Veaute ha posto anche alcuni problemi di una certa urgenza. A cominciare dall’individuazione di un luogo stabile dove continuare durante tutto l’anno le attività della fondazione e che diventi non solo la casa di Romaeuropa ma delle attività sul contemporaneo che essa ha dimostrato di saper sviluppare al servizio della città e in rete con decine di operatori e strutture culturali diverse. Quanto al Palladium, dalla cui gestione la fondazione è stata estromessa, Monique Veaute ha rinnovato la disponibilità di Romaeuropa a collaborare con regione, comune e atenero Roma Tre per il futuro corso del teatro, nel rispetto delle reciproche competenze ed esigenze.

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