La natura delle cose

Ha inaugurato Correction attempts, peccato colpa indulgenza, la mostra del giovane artista britannico James Philip Thompson presso la galleria L’Opera di Roma. L’esordiente artista nasce nel 1988 a Birmingham (Uk). Dopo aver studiato oreficeria presso la School of Jewellery della sua città natale, prosegue la carriera a Bath. Pittore autodidatta, dal 2012 è attivo a Roma, dove ha iniziato a sviluppare una visione artistica del tutto personale.

Le tele  in mostra sono frutto di oltre un anno di studi sul rapporto tra arte, religione e società, avviati come risposta all’esigenza di comprendere la natura più autentica delle cose. Thompson, attraverso questo corpus di opere, indaga le connessioni tra la violenza del razzismo, il senso di colpa instillato da un’educazione opprimente e la natura duplice dell’essere umano, spietato e sociale, rivelando una personale entità drammatica di analisi sia su se stesso, sia sul mondo che lo circonda. Partendo da questo dato autobiografico, l’artista realizza opere dalla complessa struttura simbolica dove il colore è grondante e polimaterico. Affastellate sulle tele s’inseguono associazioni d’idee, immagini e teorie che, a dispetto dell’apparente estemporaneità, sono il frutto invece di una struttura salda e ponderata, sia a livello visivo, sia contenutistico. Di conseguenza il lavoro di Thompson non è d’immediata lettura e si rende necessaria un’accurata analisi.

Segnaliamo che domani, 15 febbraio alle ore 18, Thompson eseguirà una performance, pensata appositamente per la galleria l’Opera, dal titolo Forced perspective: Diluvio. Attraverso un suggestivo gioco di prospettive, luci, ombre e suoni, l’artista intende offrire, coinvolgendo lo spettatore, una lettura simbolica dell’episodio veterotestamentario del diluvio universale, in cui il concetto di emendatio si connette all’esperienza del vivere contemporaneo.

galleria l’Opera, via di Monserrato 40, Roma; info: www.gallerialopera.com

Foto Sebastiano Luciano