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Le uscite settimanali

La commedia italiana continua a divertire nelle sale, e questa settimana lo dimostra Francesco Patierno con La gente che sta bene. Interpretata da Claudio Bisio, Diego Abatantuono e Margherita Buy la pellicola è costruita sulle vicissitudini di un cinico e borioso avvocato milanese che, nonostante le situazioni disagiate che si trova a dover affrontare, cerca con ogni mezzo di non rinunciare ai propri privilegi e a una vita agiata. Bisio interpreta coi giusti toni un film che mostra le ombre nascoste del successo e le fragilità di un’esistenza basata su una certa ipocrisia sociale. A tratti malvagio il film è descrittivo di un’aridità sentimentale che appare quasi obbligata in alcuni contesti, soprattutto lavorativi, in cui facile è lo sgretolarsi della debole stima che gli altri sembrano riporre verso il prossimo. La commedia di Patierno resta in qualche maniera colorita da toni scuri, annerati più profondamente da un’altra opera in uscita questa settimana e che porta il titolo de Il Segnato (Paranormal Activity: The Marked Ones). Diretto da Christopher Landon e interpretato da Molly Ephraim, Crystal Santos e Richard Cabral il lungometraggio continua il filone della possessione demoniaca attraverso il protagonista Jesse, inseguito da presenze inesplicabili; un film che investe soprattutto in un pubblico più giovane e mirato al divertimento e ai colpi di scena che non necessitano di troppi punti interrogativi. Un film basato sull’intrattenimento e l’evasione, coerente a un genere cinematografico che necessita di specifici target filmici e produttivi e che si distacca totalmente dal viaggio di Ron Woodroof (Matthew McConaughey) in Dallas Buyers Club di Jean-Marc Vallée. Ispirandosi a una storia vera il regista marca la piaga dell’aids, virus che nel 1986 verrà diagnosticato all’elettricista texano Woodroof. Non rassegnato alla mancanza di cure ufficiali il protagonista si affiderà ai farmaci illegali creando un giro di traffico illecito con l’intento di aiutare altri malati. Nella pellicola anche Jared Leto che interpreta il ruolo di un transessuale, affiancando con grande carisma McConaughey; entrambi entrano in perfetta connessione con la sceneggiatura di Craig Borten e Melisa Wallack. Vallée realizza un film di alto spessore, recitato magnificamente e che ”aggredisce” tematiche politiche, sociali e umane con forte rigore e mai lasciate incompiute.

Dallas Buyers Club non è un’opera comune, spinge lo spettatore nello stesso modo con il quale un equilibrista cammina sul filo; avanzando in avanti e guardando dritto senza perplessità, con concentrazione e riuscendo a smuovere anche lo spettatore più emotivamente inalterato. È contro i luoghi comuni e la pochezza dell’individuo che trova rivalsa in una situazione obbligata e di forte rivalutazione esistenziale; un ritratto cinematografico paragonabile ad un concerto di rock sinfonico in una sala dove sembra che tutti abbiano spento i cellulari e ogni strumento musicale aderisce all’altro, componendo una melodia che s’irrobustisce nel tempo con costanza e priva di cedimento. Una ”sporca” poesia del sentimento candidata a sei nomination all’Oscar (miglior film, miglior sceneggiatura originale, miglior attore protagonista, miglior attore non protagonista, miglior montaggio, miglior trucco) che trova, seppur al femminile, giusta competizione interpretativa ne I segreti di Osage County di John Wells con Meryl Streep, Julia Roberts e Juliette Lewis. Trasposizione cinematografica dell’opera teatrale August: Osage County di Tracy Letts, il lungometraggio narra le vicende delle donne appartenenti alla famiglia Weston che si tovano nuovamente riunite dopo una crisi famigliare. La fotografia di Adriano Goldman e le scenografie di David Gropman esaltano il valore di questo dramma che in fondo non ritrae personaggi distanziati dalla realtà; recriminazioni e riappacificazioni vengono edificate su basi cementate dal talento interpretativo delle attrici, tra le quali resta dominante una Meryl Streep non affatto sminuita dal doppiaggio di Maria Pia Di Meo e che conferma una tecnica recitativa ormai consolidata, arricchita nel tempo da una mutevole capacità espressiva.

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