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Investigazioni d’artista

Inaugurano stasera alla Gam di Torino tre mostre differenti seppur sottilmente unite sotto il segno dell’indagine artistica. Di ricerca tratta infatti il ciclo annuale Surprise, costituito da una serie di appuntamenti dedicati ad aspetti specifici della ricerca artistica torinese tra gli anni Sessanta e Settanta, la curatela è affidata a Maria Teresa Roberto, docente di storia dell’arte contemporanea presso l’Accademia Albertina di Torino. Surprise si apre quest’anno con un tributo a Pinot Gallizio attraverso quattro dipinti del 1963 e celebra il suo contributo al percorso di investigazione artistica concretizzatosi nei decenni successivi la sua morte, avvenuta esattamente cinquant’anni fa. Teorista e praticante della pittura industriale, interessato alla relazione tra arte e struttura della materia, tra il 1956 e il 1959 fornì all’arte un metodo nuovo per guardare al cosmo. Surprise sarà inaugurata in concomitanza con la presentazione del dipinto La notte barbara del 1962, restaurato e mai inserito prima d’ora nel percorso delle collezioni della Gam. Anche la terza edizione di Vitrine: Gente di strada (passaggio pedonale) a cura di Anna Musini, si apre sotto il segno della sperimentazione e lo fa con la pittura di Manuele Cerutti. Gli oggetti che l’artista ritrae sono astratti dal loro contesto, inseriti su sfondi dal colore neutro e rappresentati con una perizia che appartiene all’arte del passato. Oggetti, a volte minuscoli, sono resi scultorei da una pittura minuziosa e attenta, sono solo forme, epurate da qualsiasi collocazione temporale ed esaltate nella loro plasticità e nella relazione inaspettata che li unisce. L’installazione presentata per Vitrine è un invito all’incontro con l’opera, entrando a far parte di quella circolarità di sguardi che si crea tra osservante e osservato, un intervallo di contemplazione e ascolto che si fa largo nel caos dell’immaginario contemporaneo.

La Wunderkammer della Gam da cinque anni a questa parte presenta al pubblico il patrimonio grafico del museo, oggi si trasferisce in uno spazio espositivo nuovo, attiguo al GabinettodDisegni e stampe, per presentare la terza mostra, il lascito del critico e giornalista Alberto Rossi alla Gam. Si tratta di un’ampia collezione di acquerelli e oli di Filippo De Pisis che, insieme a importanti lavori di Giorgio Morandi, Arturo Tosi, Felice Casorati e altri artisti del Novecento, andarono ad arricchire la raccolta del museo nel 1956. Le opere esposte sono testimonianza del rapporto che unì Rossi e De Pisis e il lasso temporale che ripercorrono consente di ricostruire il passi salienti dello stile di De Pisis e le caratteristiche della sua evoluzione in ambito europeo. A curare questa mostra Virginia Bertone, conservatore delle raccolte e responsabile del Gabinetto disegni e stampe della Gam e Luigi Ficacci, sovrintendente alle belle Arti di Bologna.

Fino al 6 aprile, quindi, tre esposizioni per tre artisti, per esplorare le infinite possibilità dell’arte, attraverso un percorso che propone la ricerca di nuovi soggetti, nuovi mezzi, ma soprattutto un rinnovato pensiero.

Info: http://www.gamtorino.it/

 

 

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