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Maxxi, l’ora dei bilanci

Numeri per il Maxxi! Tante, forse troppe, le cifre che con entusiasmo concitato, dopo due ore e un quarto di conferenza stampa dedicata ai risultati 2013 del museo, mandano in tilt anche Giovanna Melandri, presidente della rosa Fondazione Maxxi. La Melandri, affiancata dalle due consigliere, Beatrice Trussardi e Monique Veaute, descrive i positivi bilanci dell’amministrazione 2013, che sottolinea essser tutta al femminile, annunciando una personale sfida di modello, volta a dimostrare l’efficienza di una gestione di cofinanziamenti tra pubblico e privato anche nel sistema cultura nazionale, da sempre connaturato nella sfera prettamente pubblicistica.

Malgrado il grande entusiasmo nell’annunciare le molte cifre positive del 2013, in primis un aumento di più del 40% di pubblico rispetto al 2012, le 37 mostre organizzate, gli oltre 272 eventi svolti, le 20 promozioni fatte per favorire gli ingressi durante festività e ricorrenze, le 28 convenzioni stipulate con importanti istituzioni culturali nazionali, gli oltre 110mila contatti ottenuti dalle web community, le 359 acquisizioni concluse, i 237 laboratori per ragazzi organizzati, occorre guardare al bilancio per tirare le vere somme sull’anno trascorso. Nel 2013, infatti, i ricavi dal finanziamento pubblico per il Maxxi sono stati pari a circa 6 milioni di euro, cui si sono aggiunti altri 4 milioni tra sponsorizzazioni, finanziamenti di privati e contributi della regione Lazio, i costi per le mostre e le attività istituzionali hanno avuto un ammontare pari a circa 4 milioni, mentre i costi generali e finanziari sono stati pari a circa 6 milioni, in sostanza il bilancio si è chiuso con un misero +6.740 euro! Di questo dato, che sembrerebbe da non sottovalutare, non si è mai parlato durante la lunga panoramica gestionale del museo. Tuttavia, la presidente Melandri, si è dimostrata speranzosa e positiva per la gestione 2014 «Grazie alla spending review operata dal segretario generale Francesco Spano – ha dichiarato – è stato possibile investire maggiori risorse sulle attività culturali dal 28% del 2012 al 43% del 2013, in considerazione del fatto che le spese di gestione sono scese dal 72% del 2012 al 57% del 2013. Per il prossimo anno seppure le risorse pubbliche siano calate a 5 milioni di euro, come stabilito dal decreto cultura, puntiamo a unire a le risorse private, attraverso vere partnership triennali con progetti di ricerca, non solo con mere sponsorizzazioni. In questo modo l’obiettivo e la sfida del nuovo modello di gestione è proprio quello di raggiungere un fifty fifty tra risorse pubbliche e private».

Nel triumvirato Melandri, Vaute, Trussardi, tante le aspettative proposte e tante quelle a loro dire già intraprese con successo. Dall’incremento delle attività didattiche, non più affidate all’esterno, ma gestite interamente in casa, all’importanza di una maggiore autonomia nella gestione del personale, all’incentivazione della ricerca presso la Maxxi base che offre agli studiosi oltre 30mila volumi, fino a parlare del miglior posizionamento reputazionale del Museo, così come lo definisce la Melandri, nella rete internazionale.

Passando all’elemento di punta per lo sviluppo del museo, è stata ribadita l’importanza del pubblico. Attraverso 20 campagne di promozione, si è favorita la scontistica – altro termine del vocabolario Melandri – management, una politica rivolta ai giovani, alle coppie per san Valentino, alle donne per l’8 marzo nel 2013, e, chissà, magari agli anziani e ai diversamente abili nel 2014. Per il direttore artistico Hou Hanrou, unica voce maschile piuttosto sommessa, e per altro mal tradotta, durante la conferenza stampa capitanata dalle donne del museo, il pubblico deve essere anche artista nell’esperienza di contatto con gli spazi del Maxxi, forse voleva dire protagonista, ma il traduttore si era bloccato, il concetto è stato di seguito chiarito «il Maxxi è bellissimo, ma con il pubblico è più bellissimo» un sintetico aforisma, efficace come del resto tutti i proverbi cinesi.

Sintetica e strategica anche la ricetta per uscire dalla crisi delle politiche culturali proposta dalla presidente Melandri: «Solo due sono le vie: una scelta di fiscalità di vantaggio operata attraverso una politica fiscale forte precisa e circoscritta e un modello di gestione pubblico/privato»; la Vaute aggiunge gli ultimi due ingredienti: «Maggiore responsabilità e autonomia». Questa la strategia del futuro.

Hou Hanrou, prosegue citando le iniziative della programmazione 2014, per chiarire i passi di interazione tra arte e Architettura. Vari saranno gli interventi per rendere più vive le opere, ad esempio a san Valentino verrà introdotta la prima performance di Vedova Mazzei. Utopia for Sale, il titolo di una mostra in omaggio di Allan Sekula, artista da poco scomparso, sarà il pretesto per parlare delle utopie contemporanee; ancora Gaetano Pesce, Ettore Spalletti e Huang Yong Ping saranno i nomi forti del 2014.

In chiusura Hanrou ironizza su quanto parlare di cifre sia noioso, ma sottolinea quanto il sostegno garantito al Maxxi sia il punto di partenza per la promozione dello stesso. A riguardo la fondazione espone la nuova formula Corporate Maxxi, costituita da ulteriori adesioni al progetto amici del Maxxi, lontanamente ispirata dal sistema di finanziamento della tanto invocata Tate di Londra, dove, dopo Unilever, un nuovo accordo vede l’impegno di Hyundai per i finanziamenti dei prossimi 11 anni! Grandi ambizioni dunque per l’amministrazione Melandri, tuttavia ancora distante anni luce se il modello prescelto è quello inglese, si pensi che contro i quasi 300mila visitatori del Maxxi del 2013 oggi acclamati, la Tate ne ha 4 milioni e mezzo annui, per non voler continuare smontando i tanto celebrati dati ottenuti dalle smanettone dei social network – altra espressione amicale della presidente utilizzata per ringraziare l’ufficio stampa del museo per l’attività di promozione svolta sul web. Del resto parlando di distanze dagli obiettivi, con spirito zen, il direttore artistico Hanrou ha spiegato a chi non lo avesse capito che, pur volendo raggiungere la luna, al momento il Maxxi sta costruendo una navicella spaziale. Dunque tutto chiaro, allora non resta che augurare buon lavoro al team di operosi maXXiani.

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