Eventi

Anzio, lo sbarco e i Pink Floyd

Anzio, 22 gennaio 1944. Era notte. Una notte folgorata improvvisamente da una pioggia di proiettili e granate. Da una parte le forze alleate, dall’altra la resistenza italotedesca. Lo sbarco di Anzio è stato uno dei momenti più drammatici ma appassionanti della seconda Guerra mondiale. Un episodio mitizzato, contestato, analizzato e studiato da molti storici e intellettuali. Oggi ricorrono i 70 anni di quella giornata e ad Anzio si è dato il via alle commemorazioni. Nella cittadina laziale c’è un museo, nato nel 1994, che raccoglie le testimonianze dell’epoca, in cui sono esposte uniformi, armi, decorazioni, documenti, piani di battaglia, foto di veterani, oggetti d’uso quotidiano; tutto rigorosamente autentico. Nello spazio espositivo ci sono anche la fototeca, la nastroteca, la biblioteca, l’emeroteca. Bandiere, raccolte di stampe d’epoca e motoveicoli, che arricchiscono la collezione che, anno dopo anno, si va ampliando sempre più con donazioni provenienti dai musei e dalle associazioni dei veterani dei paesi belligeranti. Molti reperti provengono direttamente dai fondali del mare di Anzio, dove, a varie profondità, aerei, navi da guerra e da carico, mezzi da sbarco giacciono spesso con l’equipaggio, come gli incrociatori britannici JanusSpartan o la nave ospedale St. David.

Ma come tutte le storie di guerra, anche questa porta con sé l’eredità di tante esperienze di vita, ricordi e drammi personali. Come quella di Eric Fletcher Waters, arruolato nelle file degli angloamericani e che morì proprio nei giorni successivi allo sbarco, durante uno scontro bellico col nemico. Era il padre di Roger Waters, il bassista e cantante dei Pink Floyd. Suo figlio, all’epoca aveva appena cinque mesi e per questa perdita avrebbe portato con sé un vuoto che lo accompagna ancora oggi e che ha ispirato molte delle sue posizioni pacifiste che sono diventate uno dei messaggi delle più celebri canzoni del rock composte dal gruppo britannico. In The Final Cut, dodicesimo album dei Pink Floyd, Roger Waters è autore e voce solista di tutti i dodici pezzi ispirati al rifiuto della guerra e tutti dedicati alla figura di suo padre morto durante la seconda guerra mondiale, in seguito allo Sbarco di Anzio.

Waters è rimasto sentimentalmente legato a questo territorio, in cui il corpo del padre non è mai stato ritrovato. E il 18 febbraio sbarcherà ad Anzio anche lui, per ricevere la cittadinanza onoraria di Anzio e per riavvicinarsi alle sue radici e alle sue origini. «Non poteva esserci personalità migliore – ha detto l’assessore alla Cultura del comune di Anzio, Laura Nolfi – per incarnare lo spirito e lo slogan delle celebrazioni che abbiamo organizzato in occasione del 70esimo anniversario dello Sbarco, incentrate sul valore della pace e sul rifiuto di tutte le guerre». Una storia, quella di Waters, che ha contribuito ad ammorbidire le polemiche, documentate dal New York Times nell’edizione di oggi, sorte tra i comuni di Anzio e Nettuno per rivendicare la territorialità dello sbarco. Quest’anno, per la prima volta nella storia, le due località confinanti organizzano celebrazioni separate per ricordare lo Sbarco. È avvenuto ad Anzio? A Nettuno? Un’attrattiva turistica di tal misura ha fatto gola a molti speculatori, i quali hanno pensato bene di alimentare un inutile baccano invece di unirsi nel ricordo di una pagina piena di tragedia della storia internazionale e d’Italia.

Commenti