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Il potere dello sguardo

Il potere dello sguardo è una serie di 23 fotografie realizzate da Aurelio Amendola, in bianco e nero e in grandi dimensioni, che rendono omaggio alle forme perfette delle sculture michelangiolesche e più precisamente a quelle della Sagrestia nuova di San Lorenzo, il David e i Prigioni. In esposizione dall’8 gennaio al 15 marzo nella cripta delle cappelle medicee, la mostra rappresenta il primo degli eventi che la sovrintendenza del polo museale fiorentino e il gruppo editoriale Utet hanno deciso di realizzare per omaggiare Michelangelo Buonarroti, a 450 anni dalla sua morte che ricorrerà il 18 febbraio.  L’esposizione si snoda attraverso il complesso delle cappelle con un primo gruppo di quindici immagini collocate nella parte centrale della cripta e un secondo gruppo – le splendidi immagini del David –posizionato nella piccola tribuna di destra dove riposano Cosimo I de’ Medici e alcuni suoi familiari mentre nella tribunetta opposta, dopo si trovano le sepolture di Ferdinando I, la moglie e i figli, sono esposte le due fotografie dei Prigioni. Oltre a quelle visibili nella cripta Amendola espone altre due opere, donate da Utet grandi opere Fmr al museo stesso, che raffigurano alcuni particolari dei disegni murali contenuti nella stanza segreta, dove si pensa Michelangelo si nascondesse durante l’assedio di Firenze nel 1530. Le due grandi foto sono esposte nella piccola cappella di destra della sagrestia nuova, insieme al coronamento metallico, una volta nella parte superiore della lanterna, disegnato dallo stesso Michelangelo. Emozione, silenzio, spettacolarità: tutto racchiuso in questi scatti. «Grazie all’arte di Aurelio Amendola capace di restituire con occhio indiscreto la penetrazione nei più segreti incanti della materia e restituirle quel contatto epidermico che solo Michelangelo può avere avuto con il marmo da cui sono uscite le figure», afferma il direttore del museo delle cappelle medicee Monica Bietti. Un grande omaggio al genio toscano che troverà prosecuzione  nelle pagine del volume pregiato e a tiratura limitata Michelangelo. La dotta mano, in cui, oltre ottanta foto di Amendola, saranno contenuti 46 disegni tra i più significati provenienti da Casa Buonarroti.

Aurelio Amendola nasce a Pistoia e sviluppa fin da subito una particolare sensibilità per il mondo della scultura che lo porta a documentare l’opera dei grandi del rinascimento come Jacopo Della Quercia, Donatello e Michelangelo, del quale, nel 1994, pubblica un volume Un occhio su Michelangelo, dedicato alla cappella medicea in san Lorenzo a Firenze che gli fa vincere il premio Oscar Goldoni. Non c’è solo il rinascimento ma anche l’arte contemporanea tra i suoi interessi. Nel corso degli anni ha raccolto una vera e propria galleria di ritratti che comprende i più grandi maestri del ventesimo secolo. Alla sua opera si devono le monografie dedicate ai maggiori artisti contemporanei come Burri, Manzù, Fabbri, Ceroli, Vangi, Kounellis, Marino Marini. Nel 2007 è stato il primo artista a esporre una mostra fotografica al museo dell’Hermitage di San Pietroburgo con un tema in cui affrontava le opere di Michelangelo Buonarroti.

Fino al 15 marzo, museo delle Cappelle medicee. Info: www.polomuseale.firenze.it

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