La magia dell’origami

Fino al 16 febbraio Torino si confronta con il Giappone. Nelle cantine di palazzo Barolo si nasconde, infatti, un mondo fatto di carta, pazienza, e sapienti piegature, una realtà così lontana dal nostro vivere frenetico che immediatamente ricostruisce l’Oriente in città. Yoshin Ryu è una scuola di cultura e discipline orientali, da 35 anni si pone l’obiettivo di divulgare la filosofia di vita e le tradizioni giapponesi partendo dalla città di Torino. Origami, spirito di carta è l’ultima di una serie di iniziative, tra corsi, stage, convegni, soggiorni, libri, mostre e molto altro, organizzate con questo intento; grazie alla presenza all’inaugurazione del console generale aggiunto del Giappone signor Hiroshi Watanabe, si sancisce definitivamente il ruolo di ponte di questa scuola che unisce culture lontane ma complementari. In mostra circa 300 origami, opere di artisti noti a livello internazionale, e suddivisi in tre aree tematiche: la rappresentazione del mondo, che raccoglie oggetti della natura, la rappresentazione della mente, che riunisce invece oggetti matematico-geometrici, infine la sezione totem simbolici con le gru della pace e i gioielli. Fanno parte della mostra anche alcuni video proiettati sia a palazzo Barolo che nel salone Mazzonis del Mao, museo d’arte orientale di Torino. Infinite le declinazioni della carta, pare non esserci limite alle possibilità della sua manipolazione. Oggettistica, moda, design, ogni genere di creatività trova spazio d’espressione con questo medium unito alla tradizione antica della piegatura.

L’origine dell’origami in Giappone risale infatti a molto lontano, ed è connessa alla religione shintoista, un rito legato alla fragilità della vita, all’accettazione della morte e al ciclo continuo morte-rinascita. Un’arte che ha quindi un forte legame con la sacralità e con la tradizione dei grandi maestri. Non è solo il Giappone a veder crescere questo fenomeno, ma le sue modifiche sono passate attraverso le mani di chi ha praticato quest’arte, facendone una tradizione mondiale che attraversa la Cina, l’Arabia e arriva fino al rinascimento italiano. Un altro appuntamento legato a questa mostra avrà luogo l’8 gennaio fuori dalle mura di Palazzo Barolo spingendosi fino in piazza San Carlo, dove in una performance prenderà vita la scultura realizzata dall’artista Alessandro Sciaraffa con l’aiuto di centinaia di studenti, si tratta di un enorme foglio di alluminio che, piegato secondo la tecnica dell’origami, prenderà la forma un cubo, padroneggiando la piazza fino al 16 febbraio. In questo periodo gli studenti dei licei artistici torinesi saranno inoltre coinvolti in attività creative a tema partecipando con le loro creazioni ad una mostra e un concorso. Insomma, Torino si veste d’oriente per queste feste e lo fa con la delicatezza dell’origami e la profondità dei suoi significati. Info: http://www.mostraorigami.it/