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Pittura fuori fase

Con la personale di Francesco Lauretta, Esercizi di equilibrio, in mostra fino al 10 febbraio, la galleria d’arte moderna di Palermo continua il suo progetto dedicato ai più importanti artisti siciliani degli ultimi decenni. E Lauretta, classe 1954, non poteva non essere annoverato tra questi. Lo scrittore e critico d’arte Elio Grazioli ha accostato la sua opera a quella di Jean Baudrillard, parlando di una pittura che è, insieme, fotografica e iperrealista. Nelle sue opere aleggia, quasi fantasmaticamente, una senso ascetico, una trascendenza. Tutt’altro che divina e per nulla umana. Non è l’uomo che trascende dal mondo ma viceversa è il mondo a trascendere dall’uomo. Sono gli esseri umani a sparire dal mondo che Lauretta ritrae, a suggerire come questo possa fare a meno degli uomini. «I dipinti di Francesco Lauretta – dice Grazioli – ottengono questo effetto attraverso il contrasto, che sempre li caratterizza. Il contrasto tra l’iperrealtà del colore e dell’immagine e qualcosa che ogni volta è strano, fuori fase». Qualcosa che sembra stridere. Che sia la distorsione di una figura o un reflusso di acidità tra i colori. «Il contrasto tra la seduzione della pittura e qualcosa che – puntualmente – la disturba».

Eclettica e poliedrica, l’arte di Lauretta spazia dalle grandi installazioni alla riflessione e l’indagine sulla pittura. Inoltre, come abile tecnico di laboratorio, si dedica appassionatamente a continue sperimentazioni. In provetta ci sono ora la scultura, ora il video e la scrittura. Ecco, allora, che la mostra che ha concepito per la Gam di Palermo appare come la sintesi di tutte le sue ricerche. Il racconto di tutta la sua storia artistica. All’interno della galleria le installazioni dei primi anni incontrano la pittura. Le une inglobano l’altra finendo per risucchiare tutto quanto le circonda, come si trattasse di un buco nero nel mezzo del cosmo. In questo modo, gli stessi spazi espositivi divengono parte dell’opera d’arte. Un’unica grande installazione. Un gioco di forze, dunque, tra spazi, dipinti e scultura che richiede equilibrio, affinché quegli elementi non entrino in rotta di collisione tra loro generando nuovamente il caos. Il raggiungimento di un equilibrio, però, all’interno di qualsivoglia microcosmo, richiede esercizio. Esercizi d’equilibrio è dunque un silente invito a plasmare la propria soggettività. Non a caso uno dei tre ambienti attraverso i quali sviluppa la mostra è dedicato ai suoi Esercizi spirituali. Un invito per l’uomo, mentre osserva quelle tele in cui la realtà che vuole fare a meno di lui, a trascendere da se stesso, da ciò che è diventato, e trovare l’equilibrio con il proprio universo interiore. Probabilmente, se ogni uomo riuscisse in questo esercizio, il mondo non dovrebbe fare a meno di lui, come invece avviene nelle opere dell’artista. Un messaggio che riporta alla mente le problematiche che il mondo oggi vive a causa dell’uomo e quel messaggio filosofico racchiuso, invece, nelle pagine dell’Alchimista di Coelho. Entrare in totale armonia con il mondo, con la sua anima, riscoprendo il suo linguaggio universale che da tempo gli uomini hanno dimenticato. Perché «la terra su cui viviamo sarà migliore o peggiore, se noi saremo migliori o peggiori».

Fino al 10 febbraio, Galleria d’arte moderna, via Sant’Anna 21, Palermo; info: www.galleriadartemodernapalermo.it

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