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Sperimentazioni al Camec

Dal 7 dicembre al 1 gennaio 2014 è in scena al Camec, centro arte moderna e contemporanea di La Spezia, una nuova fase espositiva, ideata da Francesca Cattoi, che si caratterizza per l’occupazione dell’intero museo attraverso progetti tesi a declinare, nelle sue varie attualizzazioni, un unico linguaggio artistico. L’esposizione prende avvio al piano zero con un’indagine sul legame tra fotografia e libro d’artista, dal titolo Leggere Fotografie – Reading Photographs. La mostra si articola in due fasi e mette in evidenza l’aspetto passionale della raccolta, conservazione, diffusione di importanti collezioni private e, nel contempo volge lo sguardo sul panorama editoriale contemporaneo attraverso una selezione di autoproduzioni e pubblicazioni di case editrici indipendenti. Particolare attenzione è dedicata alla dimensione narrativa delle pubblicazioni selezionate, dove la documentazione di un’esperienza vissuta come in Jan Dibbets, Richard Long, Hamish Fulton, o di un’esperienza costruita concettualmente come in Sophie Calle, Martin Parr, Armin Linke, è documentata attraverso il linguaggio fotografico.

Al piano uno Due Visioni – Two Visions, doppia personale di Jacopo Benassi e Cristiano Guerri, fotografi legati in profondità alla scena editoriale contemporanea, entrambi ideatori di pubblicazioni fotografiche, rispettivamente Btomiczine e 0_100, che raccontano il loro punto di vista sulla realtà. Non solo un omaggio a due grandi personalità artistiche ma soprattutto un momento di valorizzazione di ricerca artistica, per così dire autoctona. Il piano due è dedicato, invece, alle raccolte civiche con Brumeggiare. Le collezioni della Spezia tra arte, storia e territorio, mostra che racconta gli sviluppi storici e politici della Spezia dipinti, fotografie, oggetti e materiale di ricerca, strumentalmente utilizzati per mostrare contenuti altri e oltre l’arte contemporanea. Opere d’arte che diventano strumenti per compiere un’analisi complessa sul mondo odierno trasformandondo il tutto in una narrazione critica che svela il destino della città.

A conclusione la Project Room ospita Fotografie dalle collezioni una serie di fotografie entarte a far parte del patrimonio artistico cittadino attraverso le collezioni di Cozzani e Battolini, affidando particolare attenzione ad artisti quali Man Ray, Moholy-Nagy, Gilbert & George, Michelangelo Pistoletto, artisti che hanno sperimentato la fotografia con la pittura o la scultura e unito il linguaggio fotografico alle poetiche dell’arte concettuale e processuale. Sperimentazioni che, talvolta, si ha la fortuna di incontrare anche al piano zero.

 

 

 

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