Alessandro D’Adda, Nudi

Torino

Certamente esiste la perfezione in qualche cifra nascosta dell’universo e la mente umana ne esplora le linee attraverso quelle geometrie delle forme visibili, presenti nel nostro spazio quotidiano. Il fascino di questa esplorazione è raccontato nelle immagini fotografiche di Alessandro D’Adda attraverso la nudità del corpo femminile. Forme che disegnano curve, onde che riflettono luce perlacea stagliandosi sopra uno sfondo oscuro in cui permane di ogni realtà il mistero. I suoi nudi non sono figure femminili che seducono i sensi e non parlano il linguaggio trasandato della sessualità usurata dall’epoca. La potenza dei suoi nudi ha lo sguardo intenso di chi riflette sui fondamenti che costituiscono la materia, quelle libere forze fisiche che interagendo infrangono il nulla e compongono l’essere, nella pienezza di un meraviglioso disegno ondulatorio. Fotografare il nudo femmineo nelle sue curvature è come guardare nudamente ogni forma rimanendo sedotti non dalle linee di una finzione artificiale, ma da quelle precise, magnetiche, di un mistero, di cui il corpo femminile ne è perfetta espressione.