La libertà di Jana Sterbak

Milano

Soggetto, identità e sessualità sono concetti su cui si basa il potere, nostre più grandi risorse e allo stesso tempo più grandi schiavitù. Jana Sterbak è un’artista ceca, canadese d’adozione, che indaga sulla condizione umana, affronta il tema del potere e quello della sessualità, utilizzando un linguaggio ricco di sperimentazioni, che va dalla performance all’installazione, dalla fotografia alla scultura. La galleria Raffaella Cortese di Milano, a partire dal 28 novembre, le dedica Human condition: the limits of our freedom una personale che raccoglie diversi lavori sviluppati nel corso del tempo dagli anni ottanta a oggi. L’umano è prigioniero, il suo corpo è paralizzato, la sua identità incerta, questa la visione che la Sterbak ci propone, così parti del corpo disumanizzate vengono riprodotte con materiali pesanti,ferrosi, oggetti appartenenti a cultura o culto occidentale cambiano significato perché proposti in materie dure e forme spigolose, diventando armi o gabbie, fisiche o mentali, per il corpo umano. In mostra diversi tra i lavori più celebri dell’artista: Spire Spine, lavoro del 1983, è una colonna vertebrale realizzata in bronzo, mentre Uniform e Proto-Condition: Cage of sound risalgono agli anni novanta e costituiscono entrambe degli impedimenti al movimento del corpo, sculture gabbia che immobilizzano la persona e la costringono in atteggiamenti non confortevoli.

Un’altra tematica affrontata dalla Sterbak è la transessualità come mutamento mentale e corporeo, Chemise de Nuit è l’esempio di questo interesse verso le tematiche legate al Gender, si tratta di una camicia da notte femminile che mette in risalto una peluria sul petto, al contrario, tipicamente maschile. Vestire un corpo di donna è un tema già affrontato nel lavoro dell’artista, celebre la scultura Vanitas: flesh dress for an Albino Anorectic in collezione al Centre Pompidou di Parigi e realizzata in carne disidratata a testimonianza dell’abuso del corpo perpetrato dalla modernità. Nello spazio di via Stradella verrà allestita Chair Apollinaire (1996), una poltrona che riprende la realizzazione di questo abito dando vita ad un processo intellettivo che lega paradossalmente il corpo umano a un oggetto domestico e la carne umana ad un bene di consumo. Jana Sterbak arriva alla galleria Raffaella Cortese a seguito della partecipazione alla collettiva Le Papesse, ad Avignone, a cura di Mézil Eric, nella sede dei palazzo dei Papi e della fondazione Lambert. Il titolo di questa mostra, riferito alla figura iconica della Papessa Giovanna, lascia intendere la forza comunicativa delle opere della Sterbak, che analizza la condizione umana, protesta contro la discriminazione sessuale e le violenze psicologiche, alla ricerca di quell’identità personale a cui tutti tendiamo.

Fino all’8 febbraio 2014, galleria Raffaella Cortese, Milano – Info: http://www.galleriaraffaellacortese.com