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Arte moltiplicata

Fino al primo dicembre Editalia, Gruppo poligrafico zecca dello Stato, presenta nel foyer Luchino Visconti del teatro Eliseo a Roma una selezione di multipli d’arte di artisti contemporanei. La mostra è stata inaugurata in contemporaneoa con il musical End of the rainbow con Monica Guerritore (fino al 15 dicembre) ed è un’occasione per (ri)scoprire una tecnica spesso messa ai margini del mondo creativo nel nostro paese. Il multiplo, opera d’arte a tutti gli effetti, si riallaccia alla vocazione artigiana dell’arte fondendo le abili mani di artigiani con la creatività dell’artista. Il lavoro così può essere riprodotto in vari esemplari, comunque limitati, che permettono l’accesso all’opera da parte di più appassionati senza che questa perda il suo valore artistico. Arte moltipicata è il titolo dell’esposizione che riunisce i multipli raccolti e fatti fare appositamente da Editalia da artisti noti nel panorama contemporaneo come, fra i tanti, Accardi, Isgrò, Kounellis, Salvatore Fiume, Joe Tilson e Paladino. Tutti creativi italiani che si appoggiano per la realizzazione delle loro idee all’antica tradizione nostrana dell’artigianato rivolgendosi a fidati maestri di bottega.

Non è certo un caso che sia stata scelta come location per l’esposizione il teatro capitolino, la volontà di raggiungere e diffondere questa tecnica fra gli appassionati di cultura è stata raggiunta e basta dare un’occhiata ai presenti della prima come conferma. Christian De Sica, Lillo, Pippo Baudo, Giovanna Ralli, Marina Ripa di Meana, Giuliano Amato, Eva Grimaldi, Paolo Conticini, Giuliana Lo Jodice, Toni Esposito, Franco Nero e Aldo Giuffré sono stati fra i primi visitatori della mostra. E forse è un po’ nella natura di un multiplo riuscire a raggiungere anche i non adetti ai lavori, per così dire, ma semplici appassionati d’arte.

Mistero in-forme è il titolo del multiplo firmato Carla Accardi. L’artista si è lasciata ispirare dal poeta Valentino Zeichen e da una sua lirica dedicata proprio alla creativa siciliana per realizzare questo lavoro perfettamente in linea con la sua poetica. Senza titolo è invece l’opera di Jannis Kounellis che rimanda al gesto primitivo di Pollock con linee nere che vanno a coprire quasi l’interezza del campo visivo, lasciano vuota al centro una forma che ricorda un ferro da stiro. Mimmo Paladino firma Stupor mundi (Federico II) xilografia dedicata proprio a uno dei personaggi più celebri del medioevo. In mostra anche un arazzo che riprende l’opera di Salvatore Fiume Le tre grazie, realizzato dalla seteria Bianchi di Como in seta purissima; un mosaico, Uomini rossi, ripreso da Aligi Sassu reinterpretato da Marco Santi, a capo del gruppo mosaicisti di Ravenna e, ancora, una serigrafia che riprende un decollage di Mimmo Rotella. Per rimanere nel pop italiano troviamo anche il raffinato Valerio Adami, anche lui con una serigrafia che riproduce l’opera La camera. Non solo italiani gli autori dei multipli Editalia ma presenti in esposizione anche Joe Tilson con Finestra veneziana, zattere al ponte lungo, un’acquatinta e ceramolle tirata in 45 esemplari.

Fino al primo dicembre; teatro Eliseo, via Nazionale 183, Roma; info: www.editaliarte.it

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