Il blu è un colore caldo

«Ho chiesto a mia madre di lasciare sulla mia scrivania, per te, ciò che ho di più prezioso: i miei diari. Voglio che sia tu a conservarli: contengono tutti i miei ricordi di adolescente colorati di blu. Blu inchiostro, blu cielo, blu klein, blu ciano, blu oltremare. Il blu è diventato un colore caldo. Ti amo, Emma, sei l’amore della mia vita». Il primo sguardo tra due persone destinate a innamorarsi rappresenta un accadimento travolgente: una sorta di scossa in grado di far tremare i capisaldi di un’ordinarietà esistenziale, un’esplosione di colore che ravviva un mondo grigio. Un’esplosione (anche cromatica) di blu. È quanto accade a Clémentine, 15 anni, protagonista – insieme alla giovane Emma – del graphic novel Il blu è un colore caldo (Rizzoli lizard, 160 pagine, 16 euro). Una storia d’amore e formazione di un’adolescente, un testo bestseller in Francia e vincitore del premio Fnac al festival di Angoulême (importante manifestazione europea dedicata al fumetto) del 2011. Realizzato da Julie Maroh – fumettista originaria del nord della Francia, classe 1985, si è diplomata presso l’accademia di belle Arti di Bruxelles – il volume ha ispirato La vita di Adele, pellicola del 2013 diretta dal tunisino Abdellatif Kechiche ed interpretata da Adèle Exarchopoulos e Léa Seydoux, vincitrice della Palma d’oro all’ultimo festival di Cannes.

In un pomeriggio qualsiasi, una macchia di colore si fa strada, tra la folla vociante e convulsa, verso Clémentine: una testa dai capelli tinti di blu, due occhi della stessa tonalità che per i mesi a venire invaderanno, notte dopo notte, ogni sogno. Il suo nome è Emma. È l’incipit di una storia che non può essere definita “semplicemente” d’amore. Piuttosto, è una storia di vergogna, di negazione, di ira, di insicurezza: perché amare (sperare di amare?) Emma significa, per Clémentine, scontrarsi quotidianamente con un universo umano intriso di pregiudizi, dove vivere la propria omosessualità alla luce del sole può determinare fratture insanabili, deviare per sempre l’iter di un’esistenza che il mondo circostante, amici e famiglia in primis, desidererebbe “ordinaria”. Profondo e malinconico, a tratti commovente, Il blu è un colore caldo è un graphic novel che mette il lettore di fronte ad emozioni e sentimenti autentici, un’opera che combatte qualsivoglia forma di pregiudizio. Perché amare una persona non può (e non deve) creare vergogna.

Info: www.rizzoli-lizard.com