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Cultura, arrivano i soldi

È in dirittura d’arrivo Europa creativa 2014/2020, il programma dedicato ai settori culturale, creativo e audiovisivo, approvato ieri a Strasburgo in commissione Istruzione e cultura. Ultimo passaggio prima del voto definitivo in sessione plenaria al Parlamento europeo, previsto per il prossimo 19 novembre. Quasi un miliardo e mezzo per i prossimi sette anni divisi tra cultura e media. Ha espresso soddisfazione la relatrice Silvia Costa (nella foto), che illustra le principali misure del programma: «Grazie al duro negoziato abbiamo salvaguardato l’aumento del finanziamento dei settori culturali e creativi, tra cui l’audiovisivo, rispetto al settennio precedente». L’impianto generale del programma, infatti, non è stato messo in discussione: per il settore arriveranno circa 1.462 miliardi di euro suddivisi tra i subprogrammi media (56%), cultura (31%), tra loro distinti, e una sezione transettoriale (13%) all’interno del quale è prevista un’importante novità, e cioè un fondo di garanzia europea che assisterà i prestiti alle micro, piccole e medie imprese culturali e creative, che potranno finalmente vedere agevolate le loro possibilità di accesso al credito.

Anche per il settore audiovisivo le novità sono tante a partire dal sostegno esplicitamente previsto dal programma per lo sviluppo delle opere audiovisive con potenziale transnazionale: film, documentari, fiction, prodotti multimediali o di animazione. Europa creativa supporta i produttori indipendenti e le coproduzioni europee e internazionali anche con le televisioni, la circolazione e la distribuzione di film europei non nazionali nelle sale e su altre piattaforme online, anche attraverso il sostegno al doppiaggio, la sottotitolazione e l’audiodescrizione. Le azioni del programma guardano anche oltre i confini europei: «Come accaduto con l’esperienza di Media mundus – continua la Costa – intendiamo facilitare la circolazione di prodotti europei a livello internazionale attraverso progetti di cooperazione con paesi terzi. Il sostegno previsto anche per le sale cinematografiche che programmano una quota significativa di film europei e per tutte le iniziative che valorizzino la diversità culturale, come festival o altri eventi, nonché la mobilità di artisti, professionisti e la circolazione di opere». Obiettivo non secondario è quello di ampliare la formazione del pubblico. Un obiettivo che passa attraverso il supporto alle attività di film e media literacy che possono essere realizzate da cineteche, videoteche e altri soggetti che conservano e promuovono il patrimonio culturale e cinematografico. Un’attenzione particolare è riservata ai professionisti dei settore e agli artisti, soprattutto i più giovani: per loro il programma prevede uno specifico supporto nell’acquisizione di competenze, con particolare riferimento alle tecnologie digitali, attraverso reti e piattaforme di scambio, e il sostegno al più ampio accesso possibile a mercati ed eventi europei, anche attraverso la rete. «Europa Creativa – segnala l’eurodeputata – sosterrà le azioni innovative e i nuovi modelli di business e di gestione specie nelle aree influenzate dal digitale, nonché di promozione del patrimonio culturale». Globalizzazione, digitalizzazione, frammentazion e del mercato e accesso al credito, sono tutte sfide raccolte e rilanciate dalla nuova programmazione.

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