Inside #TalentPrize2013

Dove eravate rimasti? Alla notizia di Danilo Correale vincitore del Talent Prize 2013 con l’opera The future in their hands, the visible hand. Adesso arriva il bello. Il 16 novembre (fino al 30) alla Casa dell’Architettura presentiamo la mostra dedicata ai dieci finalisti del concorso, ai menzionati, premi speciali e atelier Wicar (per info sulla mostra clicca qui); insomma, un’occasione per scoprire uno spaccato della giovane creatività contemporanea. Per questo vi proponiamo, giorno per giorno, un’anticipazione delle opere esposte, con alcune notizie sugli artisti e i lavori che hanno sedotto la giuria e il nostro pubblico. Una guida pratica per prepararvi a ciò che vi aspetta alla serata dell’inaugurazione.

Signori e signore, Marco Morici

Scheda biografica a cura di Vasco Forconi e Margherita Maccaferri

Marco Morici nasce a Genzano di Roma il 17 aprile 1985. Studia architettura alla Sapienza di Roma. Dal 2009 fa parte del collettivo Oblivious artefacts. Ha esposto ai Mercati di Traiano nel 2009. Dal 2011collabora con la galleria CO2 dove ha realizzato una personale e due collettive, rispettivamente Ossidiana, Epipedon, curata da Ludovico Pratesi, e Il Teorema di Gauss, curata da Attilia Fattori Franchini, Gianni Garrera e Ludovico Pratesi, che gioca sul confronto con un’opera di Gilberto Zorio. Nel 2012 è finalista del premio Combat prize. Attualmente vive e lavora a Roma.

Arrivando all’opera presentata al Talent, si scorge un lavoro intriso di un bagaglio culturale profondamente influenzato dallo studio dell’architettura. «Ho capito di poter usare i miei studi come arma proprio partendo da temi affrontanti in facoltà: la città, l’urbanistica, i materiali edili. Così è nata Studio per un’architettura fallita, opera che rispecchia l’idea che molte delle speranze che hanno guidato la rivoluzione estetica architettonica, come ad esempio la trasparenza delle superfici come trasparenza di una società, sono crollate, o forse non sono mai esistite. «Mi piace molto una frase famosissima di Rem Koolhass: “fanculo il contesto, sintetizza bene come lo spazio architettonico sia uno spazio di dominio, che si innesca all’interno di un contesto urbano sempre più caotico e privo di riferimenti».[…].

Leggi l’articolo e gli approfondimenti sul prossimo numero di Inside Art, in edicola dal 16 novembre

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