Nessun amore è innocuo

Per la prima volta in Italia, la mostra personale di Etel Adnan (Beirut, 1925) presenta una serie di dipinti inediti, tutti realizzati quest’anno. Paesaggi di piccolo formato, olio su tela, che vogliono sondare la vera essenza delle cose, oltre le apparenze, i colori e le forme naturali. “L’essenziale è invisibile agli occhi”, come Antoine De Saint Exupery, l’artista cede la priorità alla purezza della bellezza fisica dell’universo, la presenza umana si palese solo nell’atto della percezione, e non nella contaminazioe dello spettacolo naturale, tra astrattismo ed emetismo. L’amore per la natura, e per la montagna in particolare, è espresso al suo massimo grado nell’esecuzione chiara e decisa delle opere. Nessuna esitazione né ripensamento, lo stile è conciso, quasi austero come la scrittura dell’artista: “Si potrebbe pensare che l’amore per la natura è innocuo, ma nessun amore è innocuo. Può compromettere l’intera esistenza e in effetti lo fa”.

L’impressione dettata da forme e colori prescindono dagli elementi figurativi: fiumi, mari, colline, montagne oltrepassano i contesti spaziotemporali in cui sono inseriti, sino a trasportarci nella terra dei ricordi sopiti, dei vissuti anteriori, tra sogno e realtà. Poetessa, scrittrice, saggista e artista visiva Etel Adnan è una donna cosmopolita ed è considerata una tra le più importanti rappresentanti della “diaspora araba” e una pioniera del processo di emancipazione femminile. Il suo interesse per l’arte visiva si sviluppa durante gli anni della guerra d’indipendenza algerina quando scrivere in francese comportava implicazioni politiche che l’artista, per solidarietà con gli insorti, rifiuta di avere. I suoi primi dipinti risalgono al 1958, fonte d’ispirazione principale è il picco più alto che domina la Baia di San Francisco, il monte Tamalpais. Nel corso degli anni l’artista ha celebrato il suo amore per questa montagna dedicandogli libri, poesie e rappresentandola ripetutamente nei suoi dipinti. Il monte Tamalpais per Adnan è sintesi di divenire e permanenza, è la rappresentazione dell’universo, è l’esperienza che l’uomo fa della natura e in questo senso è epifania del sé più profondo.

Fino al 9 novembre; galleria Continua, via del castello 11, San Gimignano; info: www.galleriacontinua.com