Nulla è come sembra, o meglio nulla è solo ciò che sembra, e Alice, nei suoi fotogrammi, rappresenta una realtà fatta di oggetti, foglie, insetti, fondi di bottiglia, lampadine, omini stilizzati, che offrono allo spettatore che li osserva una nuova visione, una nuova prospettiva, una nuova interpretazione. Opere che parlano del suo background personale, della sua passione per i liquidi e le attrezzature della camera oscura, fino a creare una commistione con i suoi studi presso l’accademia delle Belle arti. «Ho frequentato un corso di tecniche di incisione calcografica contemporaneamente ad un corso di storia dell’arte sulle avanguardie storiche e da quel momento ho iniziato a pensare a come avrei potuto unire queste due forme d’arte» così Alice spiega la nascita dei suoi lavori. L’influenza di artisti come Man Ray, Talbot, si percepisce nei suoi Fotogrammi, ma si coglie allo stesso tempo una ricerca estetica e formale che li rendono opere uniche e innovative. All’interno della galleria di Elena Salamon, che da sempre seleziona stampe originali dell’Ottocento e del Novecento con qualche escursione nell’arte contemporanea e nella fotografia, si può osservare una selezione dei lavori della giovane artista pinerolese. Tutte opere uniche realizzate in camera oscura con la tecnica e la chimica della stampa in bianco e nero. Nessun apparecchio fotografico però, nessun negativo da riprodurre, solo oggetti. Ad una prima occhiata possono sembrare delle tradizionali fotografie ma, avvicinandosi ai Fotogrammi e guardandoli con attenzione, si possono cogliere i tanti piccoli dettagli, i tanti oggetti che accostati l’uno accanto all’altro ed impressi direttamente sulla carta fotografica ricreano paesaggi onirici, naturali, suggestioni della mente.


