Leggere è come viaggiare

Le maestre delle elementari per convincere i propri allievi ad aprire un qualsiasi libro dicevano (o ancora dicono) che leggere è come viaggiare. Nel suo essere una banalità questa frase contiene forse il primo motivo che ha generato la nascita della letteratura: l’evasione, lo svago. Dalle storie cantate da Omero fino a Franzen, l’unico comune denominatore è il divertissement, come direbbe Pascal, ovvero il piacere di estraniarsi da un quotidiano personale per entrare nella realtà di un’altra persona. È da questa certezza che prende le mosse il festival della letteratura di viaggio giunto quest’anno alla sua sesta edizione e che dal 26 al 29 settembre invade la capitale di libri, convegni, appuntamenti e mostre.

Il racconto del mondo attraverso la letteratura, la geografia, la fotografia, il giornalismo, la musica e il fumetto è il collante di quest’evento che tenta di trattare l’errare in tutte le sue forme possibili, sconfinando anche in ambiti non propriamente umanistici. La manifestazione comincia al palazzo delle Esposizioni con l’esposizine Go west, la frontiera, il viaggio, l’immaginario, la mostra che alterna alle tavole originali in bianco e nero dell’eroe nostrano Tex Willer e agli scatti del fotografo Antonio Politano, le immagini d’epoca di Timothy O’ Sullivan. Alla sede espositiva si aggiunge anche villa Celimontana, location che viene utilizzata durante il festival per incontrare scrittori, saggisti, critici e storici dell’arte intesi come instancabili viaggiatori. Il 27 è la volta di Salvatore Settis che, insieme a Valeria Grilli Carandini, presidentessa del Fai lazio, discute sulla rappresentazione e tutela del paesaggio come patrimonio culturale; il 29 l’incontro con Beppe Severini, giornalista del Corriere della Sera per parlare di generazioni in viaggio.

Fra i tanti ospiti spicca il nome di Vinicio Capossela che riassume con il suo percorso artistico l’idea centrale del festival. Il musicista, infatti, di origini greche non ha mai abbandonato la tradizione ellenica pur fondendola con sonorità contemporanee con composizioni all’insegna di un nomadismo musicale che trasforma in note i suoi continui viaggi. Il musicista presenta, a chiusura del festival, il suo ultimo libro Teferi leggendone degli estratti accompagnato dal musicista Dimitris Kotsiouros componendo così una performance dove le parole si fondono al rebetiko.

Fino al 29 settembre; varie sedi, Roma; info: www.festivaletteraturadiviaggio.it