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Roberto Floreani, la pietra e il cerchio

Alle ore 17.00 negli spazi della Galleria Russo inaugura la mostra di Roberto Floreani dal titolo La pietra e il cerchio. L’evento offre l’occasione per presentare gli spazi rinnovati della galleria e nel contempo taglia il nastro che avvia dopo la pausa estiva la nuova stagione espositiva. Prevista alle 18.45 nel Roma centro eventi, la presentazione del libro di Goffredo Bettini Carte segrete. Intervengono all’evento Umberto Croppi, Tommaso Cerno e Francesco Rutelli.

Dopo il grande successo di critica e pubblico ottenuto dalla mostra al Centro internazionale di Palazzo Te di Mantova, la Galleria Russo ne ospita le opere più importanti, inclusa l’installazione che ha titolato l’intero progetto (composta da 30 opere) nella quale Floreani rielabora i concetti principali della sua ricerca: l’indagine sulla memoria (storica e individuale) e quella sulla circolarità (intesa sia come risoluzione formale dei suoi Concentrici, sia come principio filosofico). Il Concentrico, riferimento il più delle volte distintivo nelle sue opere, presentato per la prima volta nel 2003 in una personale al museo Revoltella di Trieste, diviene quindi una sorta di ponte che collega le due esperienze dell’artista: da un lato la sua formazione culturale e artistica legata all’Occidente e dall’altro l’ormai quarantennale pratica marziale legata all’Oriente. È quindi una forte motivazione che alimenta la ricerca pittorica dell’artista, considerato oggi uno dei più convincenti e maturi astrattisti della sua generazione, che ribadisce la possibilità d’intendere l’opera d’arte anche come messaggio di natura spirituale. L’aspetto pittorico che forse appare più interno a questa ricerca è quello legato ai tempi lunghi e minuziosi della realizzazione stratificata dell’opera e alle superfici che sembrano vibrare dall’interno: una sorta di colore-non colore ricavato facendo assorbire ad una superficie bianca, attraverso un procedimento quasi alchemico, le componenti cromatiche delle basi sottostanti trattate in precedenza. Il risultato finale sembra quasi alimentare un baluginio, procurare una sorta di luce interna all’opera, arricchito dalla fisicità materica della superficie e dal bilanciamento dei rilievi geometrici.

 

Galleria Russo

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