Facce da Novecento

Il ritratto, uno dei generi fondamentali della pittura, è al centro della grande mostra di palazzo Reale Il volto del ’900, da Matisse a Bacon, capolavori del centre Pompidou. Promossa e prodotta dal comune di Milano, palazzo Reale, MondoMostre e Skira editore in collaborazione con il centre Pompidou di Parigi, la mostra è un percorso in sette sezioni che si snoda attraverso capolavori di artisti del ‘900 come Matisse, Bonnard, Modigliani, Magritte Music, Severini, Bacon, Delaunay, Brancusi, Derain, Mirò, Léger, Adami, De Chirico, Picasso, Giacometti, Tamara de Lempicka e molti altri. Oltre ottanta ritratti e autoritratti che rappresentano una sorta di cartina di tornasole delle rivoluzioni artistiche, sociali e politiche del XX secolo, durante il quale i grandi maestri dell’arte elaborarono in modo del tutto personale l’espressione pittorica del ritratto.

Opere al tempo stesso più complesse e più libere, perché svincolate, dopo l’avvento della fotografia a metà Ottocento, dalle committenze e dalle esigenze celebrative e di documentazione del passato. Il soggetto ritratto diventa così un mezzo per indagare la propria interiorità e le intenzioni artistiche. Come scrive Jean-Michel Bouhours, curatore della mostra, “l’invenzione della psicoanalisi, la negazione dell’individuo operata dai totalitarismi, la distruzione dell’identità nei campi di sterminio nazisti, la diffusione della fotografia messa a servizio della burocrazia per il riconoscimento delle persone, l’invasione dell’Io da parte di uno pseudo-immaginario collettivo creato dai media: a questo contesto sociale occorre aggiungere il ruolo dell’arte, la spinta all’astrazione, la perdita del soggetto nell’ideale collettivo delle avanguardie: tutto sembra concorrere all’idea dell’arrivo di un mondo senza più volti.”

E nonostante questo, “cresce all’epoca una sorta di frenesia a farsi fare il ritratto, come per far entrare se stessi in una vertigine di ubiquità e di istantaneità dettate dai media contemporanei”. Nasce spontaneo un parallelismo con la contemporaneità, in cui forti spinte all’omologazione convivono con fenomeni di esasperato individualismo, amplificato dalla velocità e dal raggio d’azione dei nuovi media. Citando ancora Bouhours, “ l’immagine della propria immagine si è imposta”.

Fino al 9 febbraio; palazzo Reale, piazza Duomo 12, Milano; info: www.comune.milano.it/palazzoreale