Villa Croce è il primo museo di arte contemporanea a ospitare un’ampia mostra monografica di Cristof Yvoré (Tours, 1967), in collaborazione con il Frac Paca Marsiglia (Francia). In bilico fra coerenza e ossessione, i quadri di Yvoré sono il prodotto di una profonda ricerca sullo statuto odierno della pittura. Partendo dal ricordo di cose ordinarie e banali, l’artista costruisce tela dopo tela, un immaginario opaco di nature morte e tonalità neutrali, un universo asfittico privo di vie di fuga composto di volta in volta da vasi di fiori, ciotole, boccali, angoli di stanze, soffitti. L’attenzione dello spettatore rimane incagliata nello spessore della stesura pittorica che l’artista accumula sulla tela fino all’eccesso, caricando il pennello al punto tale che i confini fra figura e sfondo diventano irruenti e fanno vibrare l’insieme di vita propria. Questa concezione del colore come materia plastica è funzionale alla volontà dell’artista di spingersi sempre sul limite oltre il quale si cade nel caos più completo.


