Alla domanda «perché fai sempre lunghe passeggiate da solo, invece di andare al ristorante o uscire con gli amici?», Pierre risponde: «perché camminare non costa niente». Un interrogativo e una replica apparentemente ordinari, che celano però un profondo significato. Quello di scoprire – o riscoprire, a seconda dei punti di vista – che cosa significa vivere di poco. E con poco. In un momento come quello attuale, molte persone si chiedono sempre di più in che modo cambierebbe la propria esistenza se privata di (quasi) tutto il superfluo. Certo, ristoranti di lusso, massaggi e night club, ragazze “facili” non sono rinunce comuni, ma per Pierre la situazione è diversa. È lui il protagonista di Non costa niente, graphic novel (188 pagine, 19 euro) edito da Coconino press e Fandango libri. Classe ’77, l’autore del volume, Sylvain Limousi, alias Saulne, è un grande appassionato di cinema e dei modi – e mondi – narrativi dei manga nipponici. Dunque non stupisce che sia rimasto rapito dal fascino introspettivo del suo protagonista di carta (francese, come lui), che nella Shangai del 2008, in preda all’euforia da Olimpiadi, si dà alla vita sfrenata; in fondo sta trascorrendo le vacanze nella metropoli più occidentale e consumistica della Cina. Dunque perché non osare? Ma prima o poi i soldi finisco, e in attesa di un’eredità di seicentomila euro – che sembra non debba mai arrivare – Pierre deve ridurre il suo tenore di vita. Così, dietro i grattacieli e le vie dello shopping, al giovane si rivela un’altra città, fatta di vicoli, baracche e biciclette sfasciate.
Attratto dalla ricerca di una vita essenziale, il ragazzo decide quindi di fare un’esperienza consapevole di povertà estrema: invece di rientrare in patria rimane a Shanghai, allontanandosi dagli amici e rifiutando qualsivoglia aiuto, ma soprattutto centellinando i risparmi mentre aspetta il “famoso” denaro. Da colorato, il suo mondo inizia a prendere tinte fosche – così le tavole: l’idea di Saulne, che vive e lavora in Francia, è quella di guidare il lettore soprattutto da un punto di vista cromatico – e Pierre si trova a vivere con sessanta centesimi in tasca e un pasto quotidiano. Da turista superficiale, il ragazzo diventa una sorta di “monaco metropolitano”, impara sulla propria pelle a sopravvivere come i più reietti della metropoli. Capisce che cosa vuol dire pensare “di pancia”, fidarsi di nuovi e sconosciuti compagni di sventura («ragioni ancora troppo da francese, Pierre. Qui non funziona così», si sente ammonire), contare soltanto sulle proprie forze. Verità profonde e importanti su se stesso e su ciò che veramente ha sostanza e valore. Un viaggio, il suo, decisamente oltre l’apparenza. Info: www.coconinopress.it


