Artisti a Belmonte

Prendete un barone vissuto nel 1500, Galeazzo di Tarsia, feudatario dalla doppia personalità: signore violento di giorno e raffinato poeta di notte, apprezzato pare anche da Ugo Foscolo e Giacomo Leopardi. Una compagnia di attori ne fa rivivere le gesta a Belmonte Calabro, borgo che si affaccia sul mar Tirreno, mettendo in scena una visita guidata per i vicoli del centro storico. Così vediamo Galeazzo e ascoltiamo le sue rime grazie a Ernesto Orrico, i lamenti di una povera serva che subisce le angherie del barone nel monologo di Teresa Bruno, con gli attori che sbucano dalle stradine del centro. Il tutto è coordinato dall’attrice e regista Paola Scialis nel duplice ruolo di Vittoria Colonna, di cui Galeazzo era innamorato, e di un’altra giovinetta oggetto delle sue attenzioni. Le scene sono tratte da uno spettacolo nato in collaborazione con il comune e la pro loco di Belmonte e si svolgono tutte per le caratteristiche vie del paese e in quel che rimane del suo castello.

Dopo la passeggiata teatrale ci si può spostare all’ex convento dei Cappuccini, dove la Scialis gestisce un luogo tutto particolare, un ristorante proprio all’interno della struttura religiosa che da anni è dimora privata. Dentro avvengono banchetti rinascimentali, spettacoli teatrali, attività per bambini, incontri, concerti e ovviamente si mangiano i prodotti locali perché c’è un orto tutto intorno. Anche per tenere viva la tradizione che vuole Belmonte famosa per una particolare varietà di pomodoro e per la lavorazione dei fichi, tra le altre cose. Tutto è a tema durante il pasto, così vediamo la padrona di casa nelle vesti di una contessa e poi in quelle maschili di un giovane malaticcio nella rievocazione delle storie del convento, e i commensali sono coinvolti attivamente nello spettacolo. In ogni caso si può scegliere tra una buona varietà di performance nel menù artistico del ristoreventi: oltre alla cena con i frati, incontri folk e altri spettacoli della stessa Scialis. Inoltre, si stanno tenendo appuntamenti con musicisti seduti intorno al tavolo, dal titolo Coltivatori di musica, in forma di showcase o come dei veri concerti che indagano il rapporto tra la musica e il cibo. Primi due ospiti della rassegna sono stati Dario Brunori e Fabio Bonelli che non a caso ha un progetto dal nome Musica da cucina.

Come dicono gli stessi protagonisti, i Cappuccini è un’idea di residenza resistente, che forse può essere da esempio creativo per altri luoghi. Il loro operare tende a costruire collaborazioni con chi lavora attivamente e culturalmente sul territorio, ben vengano quindi anche gli incontri con enti pubblici come nel caso dello spettacolo su Galeazzo di Tarsia. Sempre a Belmonte Calabro, ad agosto, si tiene un importante festival d’arte di strada oltre che una sagra di pasta casareccia (ziti). L’arte del gusto s’intreccia inevitabilmente a quella visiva, in un territorio che dovrebbe puntare sempre più sulle proprie peculiarità. Info: http://www.icappuccini.info/