Non è detto che dove ci sia scritto erotico debba per forza esserci qualcosa di forte, anzi. C’è una linea sottile che segna il confine tra l’erotismo e il vuoto di contenuti. Oltrepassarla è un attimo. Succede e anche spesso. Uno di questi casi è senz’altro la serata Erotique inaugurata al Circolo poligrafico di Roma una settimana fa, dove si annunciavano grandi cose e temi caldi anzi bollenti. Niente di più lontano da quanto i più abbiano potuto o voluto immaginare. Se qualcuno pensava di trovare un’arte davvero forte ha dovuto ricredersi a andare via a bocca asciutta. La serata si è aperta con una sculettata di pin up in abbigliamento burlesque, la scenografia che anticipava la mostra fuori dalla sala, ricordava qualche siparietto da Moulin rouge di non eccellente qualità il tutto coronato da un’atmosfera dove l’intrigante era il banale.
Ma è solo l’inizio. L’attesa non ha ripagato l’aspettativa di vedere una bella mostra. La sala aperta al pubblico, attraverso un gioco, e riempita di candele alla citronella che avrebbero ucciso non solo le zanzare ma la libido di ogni essere vivente. Al suo interno un uomo nudo, ricoperto da un solo lenzuolo, sotto al quale si intravedeva un lembo di mutande, un altro sogno spezzato dunque e un pittore intento ad immortalarne le sconfinate qualità estetiche, una scena degna dei peggiori romantici dell’800. Mentre poco più in là altre due persone giocavano con falli digitali. Intorno, fra le nebbie alla citronella, sulle pareti una sequenza di opere fotografiche e pittoriche senza contenuto. Spieghiamo: l’erotismo come l’arte ha una sua funzione. Se erotismo e arte vengono assemblati la funzione diventa duplice, la missione di chi produce questo connubio è restituire allo spettatore, fruitore, appassionato e pubblico di settore, il senso dell’una e dell’altra cosa. Questo non succede a Erotique. La critica mossa, si pone quindi con lo scopo di evidenziare quanto sia fondamentale non perdere di vista i contenuti anche quando il tema, come può essere quello erotico, è più o meno alla portata di tutti. Se il compito è valorizzare ciò che per cultura viene sdegnato, non è questa la strada da percorrere. Non è una vagina ritratta in primo piano a dare senso all’opera e non è così che si attua un cambiamento, tuttavia siamo qui anche per apprezzare l’impegno e i propositi di chi ha messo in piedi una festa divertente e carnevalesca come quella di Erotique. E il cinema d’autore erotico, tema della serata, dov’è finito? Proiettato su una parte all’aperto, invisibile agli occhi e all’anima. Circolo poligrafico, Lungotevere dell’acqua acetosa 19, Roma.












