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The Framers, Orologi molli

A sentirla così la canzone sembra un pezzo jazz impazzito, partito, forse, con uno scopo ma perso per strada. Tutto acquista una nuova luce quando si associa la composizione all’opera di Dalì che l’ha ispirata. Orologi molli è infatti il titolo del brano che prende le mosse dalla famosa tela del surrealista La persistenza della memoria. Niente allora è più come prima, le note di piano partono come le campane a battere un tempo diverso, a battezzare l’entrata in un mondo onirico dove il folle canto della tromba è acqua che scende sulla testa. I colpi di piano si aprono,poi, a un nuovo ritmo graffiato dal sospeso di un singhiozzante assolo di tastiera. Le regole da qui in avanti non esistono più, il tempo non scorre omogeneo ma si scioglie, si coagula, si lascia cancellare proprio come gli orologi rappresentati dal pittore. I tentativi di impostare un canto, una melodia durano una battuta per poi essere assorbiti di nuovo dallo scorrere insensato dei minuti che ritornano come in principio come le note del piano a simulare campane. Il brano è opera dei The Framers, un duo (Andrea Lombardini e Phil Mer) che vanta la partecipazione di altri musicisti come, giusto per citare i più famosi, Malika Ayane e Mario Biondi. La composizione è raccolta nel loro album omonimo che dell’ispirazione alla storia dell’arte ne fa il suo cavallo di battaglia. Info: www.auand.com/au9030

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