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Il mondo in un video

In un momento di crisi economica e culturale globale (e l’arte non è esente da questo contesto storico, tutt’altro), la galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo presenta, con giustificato orgoglio, la quinta edizione di Artists’ film international (fino al 21 luglio), progetto nato da un’iniziativa della Whitechapel gallery di Londra che vede coinvolti quindici rilevanti musei e istituzioni provenienti da tutto il mondo. Realtà radicate a cui è stato chiesto di segnalare un artista del proprio Paese e presentare il suo lavoro mediante una selezione di opere che vedono, nell’uso dell’immagine in movimento, il mezzo privilegiato. «L’obiettivo dell’iniziativa è muovere una riflessione sul panorama della videoarte coinvolgendo realtà culturali internazionali – dalla Nuova Zelanda all’Afghanistan, dal Marocco al Vietnam, da Hong Kong agli Stati Uniti, dall’India all’Argentina – senza dimenticarsi della diversità e della complessità della ricerca degli artisti europei, rappresentati da istituzioni inglesi, tedesche, norvegesi, serbe, turche e appunto italiane». A parlare sono i curatori Sara Fumagalli e Stefano Raimondi, che si affrettano a precisare: «Artists’ film international è la prosecuzione e trasformazione del progetto Art in the auditorium. Ogni istituzione che partecipa a questo appuntamento, durante il corso dell’anno realizza – nella forma di mostra, video-screening o altre modalità – una presentazione di tutti i lavori selezionati. In particolare la Gamec ha favorito ed esteso la partecipazione ad altre realtà museali, divenendo essa stessa un’attivatrice di scambi e ampliando la geografia dell’orizzonte culturale proposto».

In particolare, gli artisti in mostra e le istituzioni coinvolte per questa edizione sono: Einat Amir (New Media Center, Haifa), Neha Choksi (Project 88, Mumbai), Ana Gallardo (Fundación Proa, Buenos Aires), Murray Hewitt (City gallery Wellington), Kaia Hugin (Kinokino, centre for art and film, Sandnes), Eric e Marc Hurtado (Cinémathèque de Tanger), Bengü Karaduman (Istanbul modern), Rahraw Omarzad (Center for contemporary art Afghanistan, Kabul), Alix Pearlstein (Ballroom Marfa), Marinella Senatore (galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo), Hong-An Truong (Hanoi Doclab), Nasan Tur (Neuer Berliner kunstverein videoforum, Berlino), Jessica Warboys (Whitechapel gallery, Londra), Morgan Wong (Para-Site, Hong Kong), Katarina Zdjelar (Belgrade cultural center). Protagonisti di una rassegna che ospita video, film e animazioni provenienti da contesti culturali diversi, così da acquisire una interessante selezione di quello che è ormai un medium globale con cui gli artisti raccontano la propria (e la nostra) realtà, usando linguaggi diversi come il documentario e la finzione, e registri che spaziano dalla poesia alla critica sociale. In rappresentanza dell’Italia, la galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo ha scelto, appunto, Marinella Senatore, «una artista a cui non si può non voler bene. Perché, come accade nei suoi lavori, è in grado di coinvolgerti e instaurare un rapporto spontaneo», riprendono Fumagalli e Raimondi.

Quindi i curatori si soffermano sull’operato di Senatore: «Per le sue opere, Marinella coinvolge migliaia di persone – ventimila nel caso di Rosas – attraverso inserzioni su giornali, stazioni radio, passaparola o annunci negli stadi. In questo modo interessa le comunità locali, filmmaker amatoriali, fotografi, gruppi di teatro, attivisti, artisti, attori, musicisti, danzatrici. Marinella mette in discussione e attualizza il ruolo dell’artista: non più accentratore di un’idea, ma attivatore di un processo partecipatorio, coordinatore di numerosi gruppi, promotore di workshop». Dunque un artista che non impone bensì incanala i desideri del tessuto sociale in cui agisce, agevolando lo scambio e la conoscenza tra le persone, l’intersezione di memoria privata e pubblica, l’interazione tra generazioni diverse. Perfetta garanzia dello spirito di Artists’ film international.

Fino al 21 luglio; galleria arte contemporanea, via san Tommaso 53, Bergamo; info: www.gamec.it

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