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L’arte del corto d’artista

Nell’ambito della mostra Ritratto di una città, arte a Roma 1960 – 2001, che si svolge al Macro di Roma, si inserisce la rassegna di film sperimentali e cortometraggi d’artista L’immagine mutante a cura di Benedetta Carpi De Resmini. Fra il 25 giugno e il 16 luglio vengono proiettati i lavori di artisti che hanno creato un fermento intorno al mezzo cinematografico fin dagli anni ’60, periodo in cui Roma era la capitale del cinema d’autore grazie al successo di Cinecittà. Divisa in tre cicli la rassegna dà un panorama esaustivo delle esperienze che si sono realizzate intorno a questo mezzo in quarant’anni di storia. Fra il 25 e il 27 giugno si svolge Immagini e Visioni. Filmografia di Luca Maria Patella e Mario Schifano.

Schifano, durante gli anni’60, approccia al cinema e crea un utilizzo della televisione in cui fa una riflessione sulla manipolazione e la deformazione dell’immagine; all’interno di questa riflessione la presenza dell’essere umano è, da una parte, essenziale. Sul rapporto con il cinema l’artista dichiara: «Anche quello era un modo di vivere». Altro elemento fondamentale di queste sue opere è il meticciamento con la pittura: l’artista attraversa i linguaggi passando dall’uno all’altro. L’arte di Luca Maria Patella è incentrata sulla relazione fra la sua formazione scientifica e l’ispirazione creativa. È stato uno dei primi negli anni ’60 a sperimentare il mezzo audiovisivo attraverso l’uso del video-tape, e a creare proiezioni di diapositive in una mostra. Questo suo essere all’avanguardia lo ha portato a realizzare, in Skmp2 qui proiettato, interventi di pixelation, tecnica che si sviluppa mediante il fermo-immagine. In Vado, vado del ’69, esposto in questa occasione, le parole recitate portano al pensiero sul rapporto fra arte e scienza e su ciò che l’arte rappresenta per Patella: «La sperimentazione è il linguaggio. L’arte non sta più nella bellezza formale o nella complessità delle inibizioni, ma nello studio della vita, nella ricerca scientifico-fantastica dell’azione psicologica.»

Il 4 e 5 luglio si svolge Movimenti animati in cui si dà spazio al video d’animazione, oltre che al film: i protagonisti sono Claudio Cintoli, Pino Pascali con i suoi intermezzi televisivi, Rosa Foschi e Magdalo Mussio che presenta un’animazione carica di visionarietà; si continua con artisti degli anni ’90 con Gianluigi Toccafondo e Paolo Canevari, Paola Gandolfi, Marina Paris, Elisabetta Benassi, Marco Colazzo, Avish Khebrehzadeh, Valentina Coccetti e Alberto D’Amico. Per finire, l’11, 12 e 16 luglio, si svolge Sguardo/immagine: viaggio nella filmografia di Gianfranco Baruchello. Barruchello nella sua lunga carriera di artista, fra le altre esperienze, ha sviluppato opere video che si incentravano sul mondo degli emarginati come i carcerati o i dimessi dai manicomi giudiziari, e ha documentato le fasi creative del suo lavoro su agricoltura e zootecnica. Negli anni ’60 ha utilizzato il Super8 e poi materiali in 35mm cinemascope. Il tempo, elemento essenziale dell’immagine cinematografica, rimane per Barruchello qualcosa di non definibile o quantificabile. Riguardo al suo rapporto con le immagini disseminate, in un intervista realizzata da Miriam Mirolla per Flash Art, dichiara: «Disseminazione è seminare in uno spazio senza limiti, spedire particelle di emozioni (uso emozione invece di idea) in incertam personam, non certo per comunicare, quanto, magari, per sedurre, incantare, se ci riesci.»

Fino al 16 luglio; Macro, via Reggio Emilia 54, Roma; info: www.museomacro.org

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