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Il 35 mm di Rosa Barba

Con Rosa Barba in The mute veracity of Matter alla Giò Marconi si riflette su diverse tematiche come per esempio le tracce del tempo subite dal paesaggio e quelle del linguaggio nel riverbero del trascorrere del tempo. Soprattutto però si analizzano le potenzialità e i limiti del medium cinematografico, indagando sui meccanismi di funzionamento del proiettore, sulla percezione dello spazio, la corporeità del mezzo modulata oltre che nell’aspetto visivo anche in quello temporale e acustico.

Rosa Barba mostra ai visitatori il film in 35 mm Time as perspective (2012), presentato inizialmente durante la personale dell’artista alla Kunsthaus Zürich organizzata in collaborazione con la Kunsthall Bergen. La pellicola cinematografica è stata girata nel deserto del Texas e propone la vista di immense trivellatrici colte nel loro movimento meccanico costantemente in atto. In ballo non c’è solo il paesaggio con la sua poeticità e la sua valenza scultorea ma anche temi politici e sociali che metteono in evidenza lo sfruttamento delle risorse naturali. Il deserto con i suoi immensi e aridi spazi è un soggetto molto studiato dall’artista, sicuramente perché il concetto di tempo in questo luogo viene meno. Osservando le immagini che vengono proposte nell’evolversi del film, infatti, sembra proprio che non vi sia alcun ordine temporale, potendo così apparire sia frammenti giunti dal futuro che testimonianze storiche: il tempo viene letto dall’artista come movimento lineare teso verso il futuro e come un orizzonte carico di profondità. «Gli intervalli – racconta l’artista – di tempo impilati uno sopra l’altro in una sorta di profondo tempo geologico sono alla base della mia riflessione sul mezzo filmico».

In mostra anche una scultura in feltro di grande dimensioni intitolata The contemplative or The Speculative (2013), sculture cinetiche come Still anchored in One point from which They emerge (2013), Footnotes (2013), Color elocks: Verticals lean occasionally consistently away from viewpoints (2012) e l?installazione Color Studies (2013).

Fino al 26 luglio; Giò Marconi Via Tadino 15, Milano; Info: www.giomarconi.com

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