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Al via le Colline torinesi

Il successo di pubblico del salone del Libro è ancora palpabile nell’aria e risuona immancabilmente negli interventi dei rappresentati delle istituzioni. Torino, dal punto di vista della proposta culturale, è una città soddisfatta di se stessa e degli sforzi che continua a compiere, nonostante le ovvie difficoltà dell’interminabile periodo di crisi che stiamo vivendo, per mantenere e rafforzare la sua nuova identità di baluardo delle avanguardie contemporanee italiane ed europee. Dal punto di vista delle arti sceniche, il festival delle Colline Torinesi, presentato il 23 maggio scorso nel gremito teatro della Manica Lunga della Cavallerizza Reale, è un vero e proprio fiore all’occhiello del capoluogo piemontese e quest’anno, con la sua diciottesima edizione, festeggia, con tanto di confetti verdi, il raggiungimento della maggiore età. I tre assessori alla cultura di comune, provincia e regione, nei loro rispettivi interventi, hanno tutti sottolineato il legame quasi affettivo che ha mosso i loro sforzi, anche dal punto di vista del sostegno economico, per mantenere in vita un evento di grande importanza nel panorama teatrale italiano, che, negli anni, è stato capace di dar vita a collaborazioni fruttuose con i più importanti festival d’Europa, da Avignone a Dresda. La conferenza stampa, teatrale anch’essa, con il susseguirsi di letture fatte da alcuni degli attori che daranno vita alla manifestazione dall’primo a 21 giugni prossimi, e con il semplice ma significativo arredo composto dal solo tavolo di scena di Gli ultimi giorni dell’umanità di Luca Ronconi, si è aperta con le parole dell’assessore comunale Maurizio Braccialarghe, il quale, a più riprese, ha sottolineato l’importanza di mantenere in vita il festival, perché «rinunciare ad eventi come questi, che puntano sull’arte contemporanea, sarebbe come abdicare al futuro» e, come ha fatto anche il suo omologo in regione, Michele Coppola, ha rimarcato l’importanza del lavoro di gruppo che le istituzioni stanno portando avanti in campo culturale e di cui il festival è un ottimo esempio.

Il compimento del diciottesimo anno viene giustamente festeggiato con la presenza di diciotto compagnie teatrali italiane ed estere che, durante i venti giorni della manifestazione, daranno vita a circa cinquanta repliche in sei teatri tra Torino, Moncalieri, Pecetto Torinese e Vercelli, a sottolineare lo stretto legame del territorio di un festival che è nato in provincia per approdare solo in un secondo tempo in città. Tra gli spettacoli ben otto prime nazionali, tra cui Invidiatemi come io ho invidiato voi, 4-5 giugno, nuovo titolo di Tindaro Granata, Discorso giallo, 14-15 giugno, della compagnia Fanny & Alexander e Jocuri in curtea din spate, 8-9 giugno, dell’israeliana Edna Mayza. Va poi segnalata la presenza del tedesco Chris Kondek, già collaboratore del grande Bob Wilson, che presenterà, in anteprima per l’Italia, lo spettacolo Money – It Came From Outer Space, 18-19 giugno, allegoria dell’alienazione causata dal denaro. L’anima internazionale del festival trova un’ulteriore importante esplicitazione in Gratte-ciel, 20-21 giugno, co-produzione italo-francese di Sonia Chiambretto e Hubert Colas, presentato in prima assoluta a Torino, verrà replicato a Marsiglia, capitale europea della cultura.

Festival delle Colline Torinesi; fino al 21 giugno; info: www.festivaldellecolline.it

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