Aumento dei padiglioni per il Macro, maggiore sinergia tra soggetti pubblici e privati, un rilancio delle produzioni televisive e cinematografiche e un restyling per gli happening culturali della capitale, con il coinvolgimento anche delle periferie. Questa è la ricetta per la cultura di Gianni Alemanno, classe 1958, sindaco uscente di Roma e candidato per il centrodestra per confermare il suo incarico alle elezioni del 26 e 27 maggio. Parla a ruota libera il sindaco capitolino, snocciolando cifre e stime degli ultimi cinque anni. Numeri che raccontano un incremento delle visite e del dinamismo turistico della città. E su Croppi, il suo primo assessore alla Cultura, non riconfermato nel suo ruolo dopo il primo rimpasto di giunta e passato allo schieramento del rivale Ignazio Marino durante la campagna elettorale, commenta: «È sempre stato autoreferenziale, non ho rimpianti».
Sindaco, dopo aver governato la capitale per cinque anni quali sono oggi le sue priorità per la cultura?
«La cultura è un volano insostituibile per la valorizzazione del territorio e per accrescere il fascino e l’attrattiva della capitale nel mondo, in grado di creare importanti opportunità di lavoro e indotto economico. Ricordiamo che lo scorso anno abbiamo registrato un picco del flusso turistico mai raggiunto in tutta la storia della nostra città. Stiamo parlando di 33 milioni di turisti, che equivalgono a un incremento del 26% rispetto al dato del 2007. A loro possiamo assicurare un’offerta culturale che in questi cinque anni si è ampliata dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Il Palaexpò e le Scuderie del Quirinale, la fondazione Musica per Roma, l’accademia di Santa Cecilia, il teatro dell’Opera, il festival del Cinema, e tutti i musei civici hanno registrato un incremento a doppia cifra per quanto riguarda il numero dei visitatori e gli incassi delle biglietterie. Fra le nuove iniziative, inoltre, per citare un esempio, lo scorso weekend la Notte dei musei ha fatto registrare 270mila presenze e molte sono le iniziative culturali rivolte in particolare ai giovani della capitale: intendiamo continuare a coltivare i talenti musicali, mettendo a disposizione spazi per gli artisti under 30. Incoraggiati dal successo di pubblico, vogliamo riproporre la rassegna Giovani @ Teatro, le iniziative Teatro e cinema 30 e lode, Last minute teatro, I like cinema (che permette l’acquisto di biglietti a 4 euro in 100 sale cinematografiche nella fascia compresa tra i 18 e i 30 anni). Riproporremo anche le iniziative Riprendiamoci la notte e il festival della Creatività. Gli eventi coinvolgeranno il Macro e Factory, senza trascurare le periferie».
La capitale ha alcune istituzioni culturali assolutamente uniche: Auditorium, Maxxi, i due musei Macro, il teatro dell’Opera, il Palazzo delle esposizioni. Tutti circuiti di grande spessore. Come pensa di rilanciarli?
«La nostra giunta in questi cinque anni ha saputo rilanciare questi poli museali di grande valore, valorizzando gli spazi espositivi e proponendo una programmazione di altissimo livello, con ottimi risultati di visitatori. Per fare un esempio, rispetto al periodo 2004 – 2008 il teatro dell’Opera ha registrato il 28% in più di incassi. Abbiamo in programma di ampliare le aree espositive del Macro con due nuovi padiglioni, uno dei quali destinato alla fotografia. Previsto inoltre un accordo con il Maxxi per la ricollocazione in piazze e aree pubbliche di Roma delle installazioni vincitrici del Premio giovani realizzato in collaborazione con il Moma di New York».
Si sta sviluppando un dibattito sul bando dell’Estate romana. Non ci sono molti soldi e alcune storiche manifestazioni culturali rischiano di scomparire. Cosa è successo?
«Le polemiche che leggo ormai da giorni sull’Estate romana sono strumentali e inutili, perché lo svolgimento della manifestazione non è in dubbio. L’avviso pubblico è consultabile online ed è uscito lo stesso giorno dell’anno scorso e non in ritardo come ho sentito dire. Basta con le chiacchiere: l’Estate romana si farà con la copertura finanziaria garantita dall’approvazione del bilancio».
Cosa propone per ridare fiato a questa importante rassegna dell’Estate romana?
«L’Estate romana rientra negli appuntamenti tematici previsti nel nostro programma. Anche quest’anno coinvolgeremo residenti e turisti con concerti, spettacoli teatrali, mostre, happening, presentazioni di libri e spettacoli rivolti a un pubblico variegato, che si snoderanno in tutta la città, dal centro alla periferia».
Rapporto tra pubblico e privato. Come risolvere questo antico, e sempre attuale, dualismo a vantaggio dello sviluppo della cultura a Roma?
«Credo fermamente nella sinergia tra soggetti pubblici e privati. In questi cinque anni abbiamo ottenuto più di 14 milioni di euro grazie a un nuovo progetto finalizzato a produrre reddito attraverso la gestione del patrimonio. In quest’ottica abbiamo promosso l’operazione che ha portato alla sponsorizzazione dei lavori di restauro del Colosseo, attraverso un bando pubblico del Mibac. Prevediamo di rendere sempre più sistematiche le sinergie tra soggetti pubblici e privati, attraverso le modalità operative messe a punto e sperimentate con successo in questi cinque anni e recepite nel nuovo statuto di Roma Capitale, vale a dire: mecenatismo, sponsorizzazioni, pubblicità di cantiere, eventi e riprese cinematografiche. Saranno molto importanti gli interventi dei privati nell’opera di restauro delle mura aureliane, che richiede un investimento di 50 milioni di euro, e della Fontana di Trevi. Chiederemo al governo misure di fiscalità di vantaggio in favore dei privati che finanziano interventi di restauro e riqualificazione dei beni culturali».
Quale futuro ha il festival del Cinema di Roma? È vero che rischia la chiusura?
«Il festival del Cinema di Roma è un evento in crescita costante, che negli anni ha acquisito prestigio a livello internazionale. Vogliamo che resti un punto di riferimento per tutti gli appassionati di cinema e non solo, ospitando proiezioni di film, mostre, eventi, convegni e dibattiti. Nel nostro programma per i prossimi cinque anni prevediamo, inoltre, di incentivare le produzioni cinematografiche e televisive, semplificando le procedure, riducendo i tempi per le autorizzazioni e i costi da sostenere da parte delle società di produzione».
Come ha reagito alla notizia che il suo primo assessore alla Cultura Umberto Croppi è passato allo schieramento del suo rivale Marino nella corsa al comune?
«Mi è dispiaciuto ma non la considero una sconfitta né personale né politica. Croppi è sempre stato molto autoreferenziale, difficile fare squadra con uno come lui. Mette sempre prima le strategie personali. Non ho rimpianti».


