Le espressioni universali

Chi non si è mai ritrovato – con entusiasmo – a vedere qualche puntata della serie statunitense Lie to me, in cui uno splendido Tim Roth interpreta uno specialista in cinesica che collabora con la giustizia per smascherare le menzogne dei colpevoli durante le indagini della polizia? In pochi, forse. E sicuramente Paolo Ronchi, artista ed esperto in linguaggi multimediali, non è tra questi. Il 13 aprile ha infatti inaugurato a Roma, nel palazzo Santa Chiara, la sua personale Lo specchio che guarda, espressioni universali, dichiaratamente ispirata agli studi di Paul Ekman, psicologo studioso del comportamento umano che ha peraltro assunto personalmente il ruolo di consulente scientifico della serie statunitense.

Ronchi, artista poliedrico e creativo della comunicazione, da circa dieci anni si è concentrato nella produzione di opere rivolto allo studio delle espressioni facciali umane per dimostrarne l’universalità a prescindere dal contesto culturale del luogo in cui gli esseri umani crescono e si sviluppano. Ed è questo il principio che lo ha portato a proporre una rassegna di ritratti di una semplice e quasi primitiva figura che passa in rassegna tutte le possibili espressioni mimiche facciali: da quelle innate a quelle incondizionate, a quelle che sono invece semplicemente il risultato di cause esterne.

La mostra, curata da Carla Mazzoni, svela al pubblico una vasta gamma di possibilità, che avvalora quindi non solo le tesi di Ekman, ma nella quale ci si riconosce, ci si specchia, per l’appunto. Del lavoro di Ronchi stupisce l’immediatezza comunicativa, anche in base ai supporti scelti per rendere questa o quella emozione. L’espressività all’ennesima potenza viene incarnata dalla grande faccia quadrata con profondi occhi stilizzati, atta a documentare anche tutte quelle espressioni che ancora non sono state codificate come esperienze universali, per confermare l’assoluta estraneità con qualsiasi nesso culturale legato al territorio, ma soprattutto con gli ingombranti cliché della vita moderna.

 

Fino al 26 aprile; piazza Santa Chiara, 14 Roma; info: www.paoloronchi.it

Articoli correlati