Joe Ditale è ritornato

Per la prima vota, quasi a quarant’anni di distanza dall’esordio del 1974 a Milano, la Galleria numero 38 di Lucca presenta una rilettura, con dipinti e materiali inediti, della saga di Joe Ditale. La mostra Joe Ditale è ritornato!!! di Paolo Baratella (Bologna, 1935), a cura di Paolo Emilio Antognoli, ripropone la forza dirompente e disturbatrice di questo eroe negativo e dissacratore, balorda metafora erotico-politica della vita indistruttibile della monocultura, osando sfidare ogni criticismo ipocrita e moralistico. Una riflessione sulla missione dell’arte e sul valore etico del linguaggio e del messaggio poetico-artistico che, seppur con violenza, deve comunque e sempre tendere all’espressione libera – e priva di ogni inibizione – della realtà della complessità umana.

La sceneggiatura fantapolitica originale di Baratella, messa in racconto da Gian Pietro Testa, Vita morte e miracoli di Joe Ditale (1974), consisteva in dipinti monumentali, tre metri di altezza per quattro e cinquanta di base. Lo studio milanese dell’artista, trasformato in set foto-cinematografico, diventa luogo in cui i più diversi media entrano in commistione: happening, fotografia, fumetto e fotoromanzo video-cinematografico, includendo pittura e tecniche di produzione fotolitografiche. Un processo di sincretismo linguistico e contaminazione all’avanguardia che implicava in quell’epoca una straordinaria ridefinizione dei generi, alto e basso, trash erotico-politico cospirazionista, parodia dissacrante, critica politico-sociale e altro ancora, oltre a implicare una partecipazione collettiva di altri artisti allo stesso progetto.

Questa la storia: un ricco imprenditore neo-nazista italoamericano, giovane e prestante, proprietario a livelloglobale di una catena di stabilimenti di materie plastiche, arriva in Italia per impiantare una succursale per la produzione di preservativi per la testa. Il suo scopo è la massima diffusione di tale prodotto affinché la gente indossandolo resti isolata dalla cultura progressiva circostante e dalle idee di emancipazione sociale. Suo fine, oltre al profitto, è imporre, in modo sterile e acritico, il pensiero unico. Ma ecco due avventati rivoluzionari, Cleo detta Speranza e Ferdinando detto Gerundio, che introdottisi negli uffici del nerboruto imprenditore, escogitano un’orgia dove Joe Ditale, facile alla lascivia e al tranello erotico, finirà per soccombere sotto la furia rivoluzionaria di Cleo e Garcia.

Paolo Baratella nasce a Bologna nel 1935 da genitori ferraresi. Giovanissimo decide di intraprendere la carriera artistica. L’artista sviluppa la sua arte componendo vasti cicli pittorici ispirati al soggetto contemporaneo. Inizia la sua attività espositiva nei primissimi anni ‘60 a Milano, per proseguire in molte altre città italiane ed europee. Negli anni ‘70 lavora in stretto contatto con Giangiacomo Spadari, Fernando De Filippi e Umberto Mariani, formando un gruppo che rappresenta una delle più interessanti esperienze artistiche e culturali del tempo. Baratella ha inoltre insegnato per dieci anni presso l’ accademia di Brera di Milano. Oggi vive e lavora a Lucca.

Fino al 22 aprile; galleria numero 38, via del Battistero 38, Lucca; info: www.gallerianumero38.com

 

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