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La crème di New York

Sabato 16 marzo, nella galleria di via Caio Duilio 10 a Napoli, la Blindarte contemporanea presenta The golden ass, la mostra che riunisce 4 tra i più interessanti pittori della scena contemporanea newyorkese: Adam Cvijanovic, Inka Essenhingh, Natalie Frank e Santi Moix. Il titolo della mostra è tratto dalla nota Novella di Lucio Apuleio, The golden ass, ovvero Le Metamorfosi, opera della letteratura latina, unica testimonianza del romanzo antico in lingua latina. Il titolo The Golden Ass, accuratamente ricercato dagli artisti, sottolinea come il mito, a volte crudele e inaspettato, altre volte intriso di giochi, ironie e doppi sensi, sia il tema principale che li accomuna e che visibilmente caratterizza le loro ricerche. In ogni dipinto ciascun artista, come Apuleio nella sua celebre novella, affronta un racconto complesso, misto di realtà e leggenda, denso di mistero, proprio come l’opera letteraria, pronta per essere letta, compresa e interpretata e per regalare al fruitore-lettore nuove chiavi di lettura del vivere quotidiano.

Traendo ispirazione dalla pittura monumentale rinascimentale, Adam Cvijanovic ha inventato i famosi “portable murales”, cioè affreschi trasportabili che intervengono direttamente sugli spazi architettonici: utilizzando la tecnica del flashe e latex su carta Tyvek, l’artista riesce a ricreare l’effetto del dipinto a parete, per poi rendere possibile il trasporto del wall painting, una volta realizzato. Affascinato da sempre dai resti e dalle rovine simbolo della decadenza della cultura contemporanea americana, Cvijanovic, seguendo la convinzione del ciclico ripetersi degli eventi nella storia, si spinge simbolicamente più indietro nel tempo, riproducendo ruderi risalenti all’epoca dell’antica Roma nello stato in cui oggi si trovano. Le rovine sono qui poste in relazione diretta con immagini naturali. I dipinti di Inka Essenhigh raffigurano visioni dipinte popolate di figure in continuo movimento. Sono favole distorte in cui i personaggi che le animano, come archetipi, folletti e natura antropomorfizzata, prendono vita dal paesaggio e raccontano la propria storia: come nel dipinto Diana, dove nella foresta una figura antropomorfa si distacca dagli alberi mostrandosi e narrandoci la propria leggenda. I suoi dipinti narrano dunque la mitologia degli esseri umani e della cultura contemporanea.

Le storie rappresentate nei dipinti di Natalie Frank appaiono letteralmente e figurativamente piene di tensione: tra piattezza e profondità e tra astrazione e figurazione. Il tema ricorrente nel lavoro della Frank è la trasfigurazione. L’artista dipinge rappresentazioni narrative: i suoi personaggi comunicano tra loro e con lo spettatore, esprimendo relazioni di potere. Lo spazio tra le figure, che si fonde e si dissolve, definisce la loro coscienza e consapevolezza del mondo che cambia. La Frank “mette in scena” le sue tele, permettendo agli attori stessi di recitare queste storie personali all’interno di un regno del carnevalesco. La natura che ci circonda è il principale interesse di Santi Moix. Saperla osservare è ciò a cui si dedica da anni, trascorrendo gran parte del tempo a ritrarla, riempiendo di disegni e schizzi i suoi numerosi taccuini. Dalla sua famiglia di origine ha ricevuto la capacità di stare in contatto con la natura, ma sono stati i suoi viaggi e la sua permanenza in Giappone e nell’estremo oriente, dove ha conosciuto le pratiche dei maestri calligrafi, che gli hanno trasmesso la capacità di concentrare nell’istantaneità del gesto tutta l’energia e la libertà della natura. A questo soggiorno si devono i suoi lavori su carta, che Moix stesso definisce “liquidi”, perché impregnati di saggezza orientale: “sono liberi, istantanei, il risultato dello stato naturale nel quale sono stati concepiti”. Quando si è così trasferito a New York, dove la natura è circoscritta entro i limiti impostile dall’architettura della metropoli americana, Moix ha compreso di dover utilizzare un linguaggio espressivo contemporaneo che si ponesse come un’estensione libera della natura, una manifestazione di ciò che essa suscita dentro di lui, in un movimento che dall’interno muove verso l’esterno, nella stessa direzione in cui va la natura.

fino al 10 maggio; Blindarte contemporanea, via Caio Duilio 4; info: Napoli; info: www.blindarte.it

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