Personaggi

Personale esercizio di pittura

Gianni Politi, classe 1986, dopo l’esordio romano nel 2009, ha portato avanti in questi anni un lavoro intenso, ottenendo riconoscimenti sia in Italia che all’estero; oggi prosegue con rigore la sua ricerca artistica, tutt’altro che scontata, presentando al pubblico della Co2, che nel 2009 aveva ospitato la sua prima personale, From the studio (Nightrider). La mostra vuole essere la narrazione di “un personale esercizio di pittura”, così la definisce l’artista; la scelta stilistica della realizzazione di oli su tela di piccole dimensioni, infatti, è sostenuta da molteplici ragioni di ordine non solo artistico. In primis, essa ha rappresentato una “scelta etica di pratica”, laddove tali opere, sono state lo strumento ideale per superare la teatralità dei disegni di grande formato, che avevano caratterizzato le precedenti produzioni di Politi. Inoltre, la pittura è stata compagna di un viaggio quotidiano alla ricerca dell’immagine, strumento principe per cristallizzare un diario di quelle visioni che ogni sera l’artista cercava di fissare su tela nella penombra del proprio studio.

Giorgio Galotti, direttore della Co2, dichiara, spiegando i rapporti tra artista e galleria: «Gianni è un artista che è nato e cresciuto con la galleria. Una di quelle scommesse di cui non mi sono mai pentito. La crescita è dovuta alla sua intraprendenza e ambizione, ma anche a uno scambio continuo di informazioni, pensieri e autocritica che portiamo avanti da circa 4 anni. Sono felice di questa sua evoluzione sulla pittura e in particolare sulla riuscita di queste nuove opere, perchè chi è abituato a esprimersi sul formato gigante non sempre riesce a rendere anche sul piccolo formato».

Lontano dall’effimero delle sperimentazioni di molti suoi coetanei, Politi si pone ricercando in From the studio (Nightrider) l’autenticitá del ritratto di suo padre, il cui volto, a diversi anni dalla scomparsa, appare ormai solo nel ricordo, sbiadito ed evanescente. D’ausilio per la ricostruzione di questa immagine così cara a Politi, lo Studio per un uomo con la barba di Renato Gandolfi, opera del 1770 riscoperta tra le pagine di un libro di storia dell’arte. L’uomo anziano con la barba del Gandolfi, innesca un processo di rielaborazione semantica, fungendo, tuttavia, da ossessiva matrice della figura, di volta in volta ripetuta trasfigurata in stile sapientemente baconiano.

Info: Co2, via Piave 66, Roma. Info: www.co2gallery.com

 

 

Commenti