Personaggi

Andrea Fogli a villa Torlonia

Di tanti luoghi della capitale che per i loro restauri incauti suscitano il consueto disappunto dell’opinione pubblica verso gli azzardi delle amministrazioni comunali, lo splendido casino dei Principi di villa Torlonia é, per contro, un virtuoso esempio. Il restauro del luogo, sapiente e conservativo, ha infatti ben restituito all’incanto della cornice, l’antico sfavillio e la preziosità dell’arredo, oggi ben coniugato con opere ed esposizioni di carattere più moderno. Dalla riapertura del Casino, si sono succedute esposizioni dei maestri storici del primo Novecento, con particolare attenzione ad alcuni nomi della scuola Romana, da Mafai a Scipione alla Raphael. La mostra antologica dell’artista romano Andrea Fogli, sembrerebbe segnare il primo passo della commissione dei musei di villa Torlonia, verso una linea espositiva più contemporanea.

L’artista dopo numerose personali estere e italiane, giunge per la sua prima grande mostra pubblica romana, in un luogo dove, piú di trent’anni fa, aveva già esposto come giovane esordiente. Un significato molto forte, in grado di restituire alla memoria, vera chiave di lettura di tutta la mostra, il ruolo a lei spettante nella ricostruzione di un percorso umano, artistico ed esistenziale. Il lavoro dell’artista, infatti, accompagna il visitatore in un’insolita conversazione con la memoria, fatta di confronti e ricordi, rielaborazioni e crescite, che evidenziano il legame con la visionarietà romantica e simbolista di Scipione e Antonietta Raphael. A loro sono ispirate e dedicate in particolare le sculture della serie Cuori (2007). Tuttavia anche nella sala che accoglie i lavori piú recenti, tavole e sculture in terracotta, della serie Notti bianche, entrambe del 2012, emerge una poetica fatta di rimandi e simboli, fortemente evocativa dell’arte visionaria di Scipione e Mafai, padrona da tempo di numerosi ambienti nel complesso museale di villa Torlonia.

«Il discorso della memoria ha più di un risvolto – spiega Fogli – non riguarda solo questa mostra ma in modo chiaro e forte la nostra attualità». In esposizione anche le precedenti serie di sculture, tra cui Isole (2005/2006), e i cicli pittorici della Vierge au silence (2005) e Vojage au centre du monde (2008), i disegni del Diario delle ombre (2000-2008) e le grandi carte a carboncino della Vierge au silence II (2009-2012), oltre la serie fotografica L’Anagramma di Maria (2001).«Lavoro da anni e anni su cicli o serie di lavori e ho spesso creato installazioni ambientali» dichiara l’artista spiegando la ratio della propria produzione. Altro elemento caratterizzante il lavoro dell’artista é rappresentato dal sovente ricorso alla parola espressa attraverso testi (in teca, a parete o recitati), strumento impiegato per congiungere il concetto allo spazio, l’oggetto-opera alla sua cornice-spaziale. Il libro della mostra, infine, é ancora un momento da interpretare con la lente della memoria: Una dedica aperta a Ugo Ferranti, che nel 1985 accolse la primissima mostra di Fogli; indubbiamente più di un faro nella vita dell’artista, che oggi dichiara con gratitudine e stima «Mi ha scoperto, mi ha fatto conoscere, e soprattutto mi ha insegnato a stare tranquillo, a non pensare ad altro che al lavoro, senza perder tempo in inseguimenti di questo o quell’altro critico, o gallerista o personaggio influente». Il tema del ricordo, o per meglio dire, della memoria, é dunque mostrato al pubblico nei suoi molteplici sviluppi, che, come dichiara Fogli stesso, non riguardando solo la mostra, ma in modo chiaro e forte la nostra attualità. Quanto al contemporaneo non dovrá incarnare la nostalgia per un passato idealizzato o mummificato ma affascinare senza rinnegare quel passato che lo ha determinato, reinventarsi attraverso l’infinità delle forme possibili e dei sensi interpretabili.

Fino al 7 aprile; casino dei Principi, via Nomentana 70, Roma; info: www.museivillatorlonia.it

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