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La memoria diventa archivio

Il concetto di memoria, di recupero, di valorizzazione dell’esistente, vanno al di là di ovvie costruzioni mentali che guardano a semplici informazioni immagazzinate in modo ordinato o compulsivo. La costruzione dell’archivio, attraverso azioni di selezione e di censura, impone una visione come l’unica esistente. Per riaprire gli archivi e ridefinire il presente, è necessario decostruire le narrazioni tradizionali, riattivando una dimensione dinamica che dia spazio a diverse storie e nuovi racconti. Questo è lo scenario nel quale si sono mossi gli studenti del master in Curatore museale e di eventi dello Ied di Roma, per realizzare archive tellers, un progetto che approfondisce proprio i diversi aspetti del concetto di archivio, analizzandone la funzione di luogo fisico e mentale e il suo intrinseco aspetto di dispositivo attraverso il quale la memoria, individuale e collettiva, prende forma.

Il progetto ha preso vita a gennaio al Maxxi base con un evento e un talk pubblico a cui hanno preso parte Anna Mattirolo, direttore Maxxi Arte, Paolo Ruffini, operatore culturale e Laura Barreca, storica dell’arte. Un dibattito sui temi dell’archivio e della memoria supportato da interviste audio e libri d’artista realizzati appositamente dallo Ied di Roma. ?Il progetto prosegue l’8 e 9 febbraio negli spazi dell’Opificio Telecom Italia spazio contemporaneo, sede della fondazione Romaeuropa, con archive tellers. Dialoghi di videoarte tra memoria e archivi, una rassegna video con opere di artisti italiani e internazionali in cui appare centrale la relazione con le tematiche affrontate nel progetto. ?La rassegna muove da una considerazione sulla presenza tecnologica e l’immaterialità dei documenti. La produzione di opere d’arte effimere e live costringe a una scelta sospesa tra conservazione e fruizione temporanea.

Se il documento è tanto l’oggetto quanto la performatività, alla fisicità oggettiva si accompagna una conservazione soggettiva, affidata al ricordo e alla transitorietà: è la memoria individuale che diventa archivio.? Archive tellers è anche un catalogo online con interviste e testi teorici contenente tutti i materiali di documentazione e approfondimento del progetto curatoriale: una brain map in cui ogni parola rappresenta un concetto correlato ai temi dell’archivio e della memoria e una sezione speciale, Atlante, che raccoglie immagini, tre per ogni curatore, scelte con una coerenza interna tra di loro e con un riferimento comune al progetto.

fino al 9 febbraio

Opificio Telecom Italia spazio contemporaneo, via dei Magazzini generali 20 a, Roma

info: www.archivetellers.it

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