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Lazio, idee per la cultura/9

Quale spazio per l’arte contemporanea? Quale ruolo per la cultura nella nuova giunta che da febbraio sarà alla guida della regione Lazio? In attesa delle amministrative, i protagonisti del settore hanno chiesto a Nicola Zingaretti, il candidato del centrosinistra e segnatamente del Pd, di dire la sua sul sistema delle arti contemporanee. Associazioni, galleristi, fondazioni, artisti e operatori del settore si sono incontrati in occasione di Contemporaneart negli spazi della fondazione Pastificio Cerere, a Roma, per confrontarsi con l’ex presidente della provincia. Di seguito una sintesi degli interventi per dare un quadro dei desiderata dei protagonisti e nel complesso – è il caso di dirlo – dello stato dell’arte nella nostra regione. L’intervento di Zingaretti può essere ascoltato direttamente qui. (M. Z.)

Il seguente documento è stato redatto da Ilaria Gianni (direttrice Nomas foundation) insieme a Cecilia Canziani (direttrice Nomas foundation), Adrienne Drake (direttrice fondazione Giuliani), Luca Lo Pinto (curatore indipendente), Cristiana Perrella (curatrice indipendente), Marcello Smarrelli (direttore fondazione Pastificio Cerere), Maria Rosa Sossai (curatrice indipendente), Costanza Paissan (curatrice indipendente).

Metodo: La prima e più importante questione da affrontare è la trasparenza. ?Questa deve essere il metodo che guida l’assegnazione di posizioni, ruoli e fondi. Concorsi pubblici, basati su criteri di meritocrazia, professionalità, competenza e conoscenza dovrebbero essere banditi in ogni istituzione pubblica che si occupi di progetti relativi alla sfera artistica contemporanea.?? Proposta:? dovrebbe essere costituita una commissione scientifica composta da esperti nel settore, sul modello dell’Arts council england (agenzia di sviluppo per le arti incaricata di distribuire fondi pubblici in Inghilterra) in modo da garantire la qualità dell’investimento delle risorse pubbliche destinate al sostegno della ricerca artistica contemporanea. Necessaria è anche la continuità dei progetti sostenuti dalle istituzioni pubbliche. Si deve evitare di investire risorse solamente sulle grandi manifestazioni episodiche. Un evento ricorrente (come una mostra biennale o un festival annuale) rende possibile crescita e conoscenza sul territorio, permettendo al contempo alla città di essere riconosciuta nel sistema culturale contemporaneo internazionale.

Proposte concrete, modello Kunsthalle: partendo dal principio che ci si educa all’arte anche attraverso l’abitudine a vederla e a conviverci, si suggerisce la creazione di piccoli spazi espositivi in tutti i comuni al di sopra di un certo numero di abitanti (da stabilire), sul modello delle Kunsthalle tedesche: centri espositivi che rivolgono lo sguardo alle pratiche artistiche contemporanee attraverso un programma di mostre, lectures, conversazioni ed eventi e che svolgono un’azione significativa e costante in periferia, in provincia, a volte all’interno di un circuito decentrato e marginale rispetto a quelli consolidati. L’obiettivo dovrebbe essere quello di creare un nuovo centro che sia in grado di rispondere alle esigenze della ricerca artistica attuale, alla singolarità del contesto culturale italiano in relazione a quello internazionale, prospettando un’attività di formazione e educazione di un nuovo pubblico.

Riqualificazione – riutilizzo immobili: si propone il recupero e il riutilizzo di immobili abbandonati appartenenti al patrimonio edilizio pubblico, attraverso una cooperazione di finanziamenti pubblici e privati, per destinarli a progetti culturali no profit esistenti e nuovi (le stesse Kunsthalle suggerite sopra), a studi d’artista, o a programmi di residenze per artisti e curatori. Si potrebbero anche prevedere finanziamenti agevolati, ovvero garanzie pubbliche per l’accesso al credito, per chi presenti seri progetti per il recupero di aree private dismesse da destinare ad attività culturali. Questi progetti, oltre a una contribuire alla riqualificazione di certe zone periferiche e a un recupero del degrado urbano, poterebbero a un ampliamento dell’offerta culturale, alla nascita di una rete di partecipazione e interesse condiviso da parte dei residenti delle aree urbane interessate, allo sviluppo di un dialogo e un confronto tra forze creative e cittadini, al posizionamento di Roma come nuova capitale creativa.

Nota: è importante che il metodo di trasparenza e professionalità proposto in precedenza sia applicato anche alla gestione di questi spazi per garantire una qualità e continuità nella programmazione.

Sostegno agli artisti del territorio?: creare delle forme di sostegno pubblico alla produzione di progetti artistici. Sul modello degli Aides individuels à la création messi in essere in Francia dalle Direzioni regionali per l’arte contemporanea, si potrebbero istituire dei concorsi pubblici rivolti agli artisti per l’attribuzione di finanziamenti alla produzione di progetti artistici selezionati da giurie di curatori ed esperti.

Educazione?: si suggerisce di iniziare a promuovere la formazione in ambito artistico contemporaneo attraverso programmi specifici, finanziati dalla regione Lazio, inseriti nella programmazione di licei, accademie e università. Nello specifico si potrebbe iniziare dall’accademia di Belle arti di Roma strutturando un programma educativo che prevede una serie di guest lectures di artisti, critici e curatori noti in ambio internazionale che per un periodo assumono il ruolo di docenti.

Relazioni: la regione Lazio potrebbe contribuire al finanziamento di specifici progetti all’interno delle istituzioni museali romane per incentivare un legame/gemellaggio tra Roma e altre città europee. Finanziare/promuovere un network che permetta a Roma di entrare nel circuito delle grandi capitali dell’arte contemporanea.

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